La Londra di Dickens: sulle tracce di un comune amico
Una delle caratteristiche di un grande scrittore è la capacità di osservare e interpretare il proprio tempo e i propri contemporanei. È ciò che ha fatto Charles Dickens con la Londra dell’età vittoriana e della rivoluzione industriale. I suoi personaggi costituiscono un campionario umano di un’epoca di progresso e ipocrisia, di alienazione umana e oppressione, in cui si finiva in prigione per debiti e l’appartenenza a una certa classe sociale segnava la differenza tra la vita e la morte per fame e malattie. Leggere Dickens oggi ci aiuta a interiorizzare quel gusto critico e di intima ribellione all’ingiustizia che ha reso le sue pagine immortali. Se siete in giro per Londra, vi lasciamo una piccola mappa per andare alla ricerca delle tracce dickensiane che ancora si possono trovare nella capitale britannica e sentirvi più vicini (anche geograficamente) a questo immenso romanziere. 1. Il Charles Dickens Museum La prima tappa del nostro percorso non può che essere il numero 48 di Doughty Street. La casa abitata dallo scrittore inglese tra il 1837 e il 1839 è stata trasformata nel Charles Dickens Museum, dove si può respirare la quotidianità della famiglia Dickens. Lo staff, che comprende un nutrito numero di volontari, vi accompagnerà per le varie stanze e vi regalerà aneddoti sulla vita e le opere di Dickens, facendovi sentire immersi in un altro tempo. Grazie a queste gradevoli chiacchierate e alla sensibilità e interessi di queste preparatissime guide, ogni visita non sarà mai uguale all’altra. Inoltre, il museo è molto attivo anche per quanto riguarda le mostre temporanee. Questa estate, fino al 6 settembre, troverete Extra/Ordinary Women, che, tra fotografie, oggetti e documenti, approfondisce le storie delle donne che hanno ispirato Dickens e approccia con sguardo critico il ruolo dei personaggi femminili dickensiani, spesso fondamentali e di buon cuore, ma anche rischiosamente tendenti a rafforzare lo stereotipo vittoriano della donna intesa come un individuo fragile. Nella realtà, però, lo scrittore incontrò donne di tutt’altro carattere: al museo avrete modo di incontrarle, incluse le figlie di Dickens, Katey e Mamie, di cui troverete esposto per la prima volta al pubblico un bellissimo ritratto. 2. The Old Curiosity Shop Non lontano dal parco di Lincoln’s Inn Fields, in Portsmouth Street, vi imbatterete in quello che è considerato il più antico negozio di Londra. The Old Curiosity Shop è sopravvissuto sia al grande incendio di Londra del 1666, sia alla distruzione portata dalla Seconda Guerra Mondiale. Nel 2018 è stato acquisito dalla London School of Economics and Political Science ed è oggetto di un progetto di restauro portato avanti in collaborazione con il City of Westminster Conservation Officer e l’Historic England. Nel corso degli anni (anzi, dei secoli), il negozio ha più volte cambiato destinazione, ma si pensa che il nome attuale si debba a un libraio, Mr Tesseyman, che vi gestì la propria attività nel XIX secolo. Cosa c’entra Dickens? Pur non essendoci fonti certe sul suo collegamento con il negozio reale, molti lo ricollegano al romanzo La bottega dell’antiquario (1840-1841). Anche se è momentaneamente chiuso per i lavori, quindi, da bravi dickensiani non abbiamo potuto fare a meno di fermarci davanti alla sua porta. 3. Le corti inglesi e Fleet Street Il tema della giustizia e della sua cattiva amministrazione è centrale in un’opera come Casa desolata (1852-1853). In generale, in molti romanzi e anche racconti di Dickens è presente un appiglio per riflettere sul confine tra giusto e sbagliato, tra l’onesto esercizio di un proprio diritto e lo sprezzo totale dell’altrui umanità (basti pensare allo Scrooge di Canto di Natale, che, nel rispetto della legge, sceglie di spadroneggiare sui suoi debitori). Per ricordare anche questo importante aspetto dell’opera dickensiana, non resta che incamminarsi lungo lo Strand, passando davanti al goticheggiante edificio delle Royal Courts of Justice, dove risiedono l’Alta corte e la Corte d’appello d’Inghilterra e Galles. L’area è considerata il cuore del sistema giudiziario britannico e del diritto inglese. Ciò non impedisce comunque di concedersi un drink presso Ye Old Cock Tavern in Fleet Street, dove pare si recasse lo stesso Dickens. Proseguendo in direzione della Cattedrale di St. Paul si arriverà all’imponente edificio che ospita la corte penale inglese, il famigerato Old Bailey. Sulla sua facciata si legge: «Defend the Children of the Poor & Punish the Wrongdoer» («Difendi i figli dei poveri e punisci il malfattore»). Forse Oliver Twist avrebbe qualcosa da ridire su una tale frase riferita a un luogo che ha visto perpetuata più di un’ingiustizia, inclusa la condanna ai lavori forzati di un altro genio della letteratura, Oscar Wilde. 4. Il pub storico The Lamb Come si sarà intuito, molti luoghi londinesi vantano un legame con Dickens (reale o solo supposto). A Bloomsbury si trova il The Lamb, pub costruito nel XVIII secolo e tuttora in attività. Ci siamo fermati a bere qualcosa e lo staff ci ha confermato che è del tutto plausibile che Dickens vi abbia fatto visita (non siamo nemmeno troppo distanti da Doughty Street), così come fu frequentato abitualmente dalla poetessa Sylvia Plath. Senz’altro, l’atmosfera di altri tempi che vi si respira e la vicinanza con il quartier generale degli intellettuali del Bloomsbury Group fanno venire voglia di sedersi a uno dei tavoli con una pinta e un buon libro. Una curiosità: sulle pareti si trovano i ritratti di molte attrici e attori dell’età vittoriana ed edoardiana, inclusa Jennie Jerome Churchill, madre del Primo Ministro Winston Churchill). Molti di questi artisti erano soliti esibirsi del vicino Empire Theatre e frequentavano così spesso il pub che, dopo la distruzione del teatro sotto un bombardamento durante la Seconda Guerra Mondiale, le loro fotografie vennero donate al The Lamb. Non ci discostiamo perciò troppo dal nostro tema principale, considerando l’impegno che Dickens profondeva nelle letture pubbliche delle sue opere e il suo amore per la
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