Scelti per voi

5 libri per la Festa della Mamma per mamme di tutti i gusti

La vostra mamma ama leggere, ma voi proprio non avete idea di quale libro regalarle per la sua Festa? Nessuna paura: date un’occhiata alla nostra lista di consigli di lettura e scegliete il volume che fa al caso vostro.    1. Alabama di Alessandro Barbero: per la mamma che ama la Storia     Medievista eccellente e, da alcuni anni, vera e propria star dei media, Barbero è anche un talentuoso romanziere. Una mamma appassionata di Storia apprezzerà senz’altro Alabama (Sellerio Editore Palermo, 2021), romanzo storico ambientato in un’epoca non troppo lontana dalla nostra, ma, come la nostra, segnata dalla guerra e dall’abitudine alla crudeltà. Le vicende, infatti, sono raccontate da un soldato sudista ormai anziano, che, intervistato da una studentessa nel corso di più giorni, parla, divaga, fa correre la memoria ai giorni della Guerra di Secessione americana, ma sembra non arrivare mai al tragico punto che più interessa alla ragazza. Il vecchio si prende tutto il tempo necessario, mentre la giovane si fa sempre più impaziente, come se a lei il tempo mancasse. Una storia fatta di privazioni, violenza e razzismo si dipana nella voce di un uomo reso inerme dagli anni e figlio di una società che lo ha abituato a interiorizzare anche le azioni più turpi. «Lui sta lì e racconta, sembra perfino che si diverta» pensa la ragazza, anch’essa non priva di ombre interiori, ma scossa dalle parole del soldato. L’espediente dell’intervista, omaggio alla ricerca storica, avvolge il lettore nella narrazione e lo lascia a meditare sul proprio tempo e i propri valori, come fa la studentessa che, a fine intervista, non può fare a meno di pensare: «quando mi sono affacciata sull’abisso, ho rischiato di precipitare anch’io».   2. L’altra mamma di Josh Malerman: per la mamma che ama l’horror     Se la vostra genitrice ha un’anima horror, allora non fatevi sfuggire L’altra mamma (Giunti Editore, 2026). La traduzione di Chiara Beltrami rispetta pedissequamente la struttura fatta di a capo, paragrafi brevi e spazi bianchi scelta dall’autore, grazie alla quale i pensieri della piccola protagonista, Bela, si alternano alla narrazione telegrafica degli eventi. L’intreccio è un crescendo di terrore e mistero, perché Bela non è mai sola nella sua cameretta: ogni sera, uscendo dall’armadio, le fa visita “l’altra mamma”, che la bambina crede inizialmente amica, ma che, a un certo punto, comincia a chiederle di farla “entrare nel suo cuore”. Bela rifiuta sempre, ma l’altra mamma si fa sempre più insistente e minacciosa. Il punto di vista di Bela mescola ingenuità infantile e un tormento indotto non solo dall’orrida presenza soprannaturale, ma anche da un ambiente familiare idilliaco solo all’apparenza. Nelle parole della protagonista si rivelano via, via orrori più o meno umani che costituiscono la normalità della bambina, creando un costante senso di stupore e pericolo. Pur giocando su tòpoi dell’horror, cari alla letteratura come al cinema, Malerman li sviluppa in modo originale, prendendo spesso in contropiede il lettore e spingendolo a rimanere immerso nelle pagine. La vostra mamma dai gusti inquietanti ne rimarrà entusiasta. Per precauzione, comunque, si consiglia di abbinare al libro un’abat-jour per la notte.   3. La ruota e l’universo di Luigi Ieno: per la mamma che ama la poesia     Nella sua terza silloge poetica, edita da Extraverso (2026), Ieno mette a nudo le sue paure in un mondo sempre più belligerante da molteplici punti di vista e, allo stesso tempo, raccoglie i propri ricordi, voltandosi indietro a fissare il passato, in bilico sul proprio presente. Così, con un andamento quasi epistolare, il poeta si rivolge ai propri affetti, anche a quelli che non ci sono più o che non hanno avuto tempo di sbocciare (come l’amore per il fratellino venuto a mancare ancora neonato e non realmente conosciuto). Lo stile è per lo più diretto e incisivo, ma senza rinunciare a momenti di musicalità che accrescono il tono nostalgico, particolarmente aggraziato nei componimenti in dialetto napoletano. Tra i volti verbalmente accarezzati in queste pagine, non manca quello della madre del poeta, Maria Pia: a lei vengono dedicati versi che riescono a catturare l’intensità del rapporto madre-figlio e a far visualizzare al lettore frammenti di un’infanzia caratterizzata da questo profondo legame. Un omaggio commovente che, da personale, non mancherà di diventare universale.   4. Il gene egoista di Richard Dawkins: per la mamma che ama la scienza     Uscito nel 1976 a rivoluzionare il mondo della divulgazione scientifica, Il gene egoista (Mondadori, 2022) è il regalo perfetto per la vostra mamma appassionata di biologia. In questo saggio, Dawkins, biologo evolutivo, pone al centro dell’attenzione i geni, visti come unità fondamentali della selezione naturale, interpretando gli organismi e, dunque, gli individui come veicoli per la loro replicazione. Non mancano i riferimenti alla figura materna, il cui comportamento altruistico nei confronti dei figli rientra nell’ottica della protezione tra consanguinei attuata «per il bene dei geni». Forse una visione meno romantica del solito, ma la vostra mamma interessata alla scienza potrebbe trovarvi una valida spiegazione del perché non vi ha semplicemente lasciati sommergere dalle pile di vestiti accumulati nella vostra stanza (discorso valido anche per i papà, ovviamente).   5. Un gatto per i giorni difficili di Ishida Syou: per la mamma che ama i gatti     Il Giappone ha una vera e propria tradizione di storie di gatti, a cominciare da Io sono un gatto di Natsume Sōseki (1905). Negli ultimi anni, il mercato di “libri felini” è esploso. Tra i molti titoli disponibili spicca Un gatto per i giorni difficili (Rizzoli, 2024), una raccolta di storie che vertono intorno a una misteriosa clinica di Kyoto da cui tutti i pazienti escono perplessi con in braccio un gatto, diverso per ciascuno e prescritto come terapia. Ishida Syou è bravissima nel tratteggiare le miserie lavorative e personali degli umani in cerca di cure, immersi in un mondo che non perdona né errori, né fragilità. I gatti si inseriscono in queste vite minacciate dal buio interiore, introducendo un elemento di leggerezza e lentezza, di bisogni primari e riconnessione con l’esistenza. Anche la vostra mamma gattofila beneficerà

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Mamma, ho perso il regalo!

Le 6 idee della Settima Base per regalare cultura anche a Natale Eccoci qui: è il fine settimana prima di Natale e, come ogni anno, ci ritroviamo all’ultimo momento a cercare qualcosa da mettere sotto l’albero. Un po’ come in Mamma, ho perso l’aereo, solo che qui l’urgenza non è prendere un volo ma trovare il regalo giusto. Senza troppo tempo per riflettere, la scelta rischia di ricadere sul solito regalo destinato a finire in soffitte, cantine o sugli scaffali più remoti di amici e parenti. Ma attenzione: quest’anno sarà diverso. Noi della Settima Base siamo qui per darvi una mano con cinque idee regalo pensate proprio per voi, i nostri lettori. E dato che di arte e cultura scriviamo (e viviamo), cosa potevamo scegliere secondo voi?!   Un libro (o più di uno) Uno dei regali più semplici e allo stesso tempo più personali. È un’idea per tutti i portafogli e si adatta a ogni tipo di lettore. Può essere uno solo (scelto con cura), oppure più di uno: una lettura che ci ha colpito durante l’anno, un romanzo da consigliare, una graphic novel o un libro fotografico da sfogliare senza fretta. Il nostro consiglio è di cercarlo nelle librerie di quartiere: entrare, chiedere, lasciarsi suggerire. Anche il gesto della scelta diventa parte del regalo, un segno di attenzione che va oltre l’oggetto.     Un biglietto a… Regalare un biglietto significa regalare un appuntamento. Che sia un posto in platea al San Carlo o un prato Gold a San Siro, un concerto heavy metal, una serata al cinema per il sequel del Diavolo veste Prada, uno spettacolo teatrale o un musical, poco importa. Sono tutte esperienze che iniziano prima dell’evento e continuano dopo, nei racconti e nei ricordi. Un biglietto è un regalo che non si consuma subito e che spesso resta impresso più a lungo di qualsiasi cosa materiale.     Una tessera museale o culturale La tessera annuale del FAI, una card museale regionale o cittadina sono un invito continuo alla scoperta. Permettono di entrare più volte, tornare su un’opera, esplorare luoghi magari già visti ma mai davvero osservati. È il regalo ideale per chi ama l’arte, ma anche per chi ha solo bisogno di una piccola spinta per cominciare.     Un cd o un vinile (meglio se in edizione speciale) In un’epoca dominata dallo streaming, regalare un cd o un vinile è un gesto che torna ad avere un valore particolare. Non è solo musica, ma un oggetto da tenere, aprire, ascoltare con attenzione. Se poi si vuole rendere il regalo davvero speciale, il consiglio è di cercare un’edizione limitata dell’album più amato dalla persona a cui è destinato il dono. Chi ama la musica lo sa: avere tra le mani il disco giusto, scelto con cura, significa sentirsi visti e capiti. E anche qui vale la regola d’oro: meglio ancora se acquistato in negozi di dischi indipendenti, dove spesso si trovano chicche introvabili e consigli preziosi.     Un buono viaggio per una città d’arte Non serve andare lontano: a volte basta un treno per una città italiana o un volo per una capitale europea ricca di musei, librerie e musica. Un buono viaggio lascia libertà, apre possibilità e accende l’immaginazione. È un regalo che promette scoperta, senza imporre tempi o itinerari rigidi.     Un’esperienza culturale da fare insieme Una visita guidata a un archivio o a una biblioteca storica, una proiezione speciale al cinema d’essai, un reading musicale, un festival, una rassegna culturale o anche un corso breve (di scrittura, fotografia, stampa, illustrazione). Sono esperienze che troppo spesso passano sottotraccia, ma che sono capaci di creare legami e storie condivise.   In fondo, gli oggetti prima o poi si consumano. Le esperienze restano. E il regalo più grande che possiamo fare a Natale è il nostro tempo: i momenti passati insieme, quelli che riempiono le giornate e non solo gli scaffali. E forse è proprio questo, più di ogni altra cosa, il pensiero che conta davvero.  

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Lucca Comics & Games 2025

Dove mangiare (bene) a Lucca Comics&Games

I consigli della Settima Base per vivere al meglio questa edizione anche a tavola   Ci siamo: oggi è iniziato Lucca Comics & Games 2025! Le strade brulicano di cosplay, zaini e sorrisi, i vicoli profumano di carta stampata e l’aria vibra di quella magia inconfondibile che solo questo evento sa creare. Per cinque giorni — dal 29 ottobre al 2 novembre — Lucca diventa un universo parallelo dove ogni angolo racconta una storia, tra mostre, concerti, anteprime e incontri con artisti e autori. L’edizione 2025 si preannuncia tra le più vivaci di sempre, e noi della Settima Base saremo come sempre tra i padiglioni per raccontarvela da vicino. E mentre ci immergiamo nel mondo dei fumetti, dei giochi e dell’immaginazione, c’è un aspetto che prendiamo molto sul serio: dove mangiare (bene) a Lucca durante i Comics. Perché, diciamolo, non di solo pane vive l’uomo… ma comunque di pane vive. E dopo ore di camminate, code e incontri, arriverà il momento di ricaricarsi.Alcuni di noi sono “local”, conoscono ogni trattoria, forno e bistrot nascosto tra le mura, e così abbiamo raccolto per voi cinque posti perfetti dove rifugiarsi tra un panel e l’altro. Colazione da Taddeucci Se vuoi iniziare la giornata come un vero lucchese, la tappa è obbligatoria. Da Taddeucci non si mangia solo il buccellato: troverai una grande varietà di brioche, dolci, focaccine e panini ripieni. Il nostro consiglio? Una pizzetta o una valdostana accompagnata da una spuma bionda ghiacciata e un caffè forte come si deve. È la colazione più lucchese che ci sia, perfetta per affrontare la maratona tra i padiglioni!   Focaccia al Forno Casali Non c’è merenda migliore della focaccia del Forno Casali, croccante fuori e soffice dentro. È una vera istituzione per chi vive o lavora tra le mura, e durante i Comics la fila fuori ne è la prova. Assolutamente da provare la focaccia di mais (magari con la mortadella) o la versione semplice da mangiare passeggiando tra i vicoli della città, altro che «Bada come la fuma!».   Pizza e cecina da Felice Da Felice è la più antica pizzeria di Lucca, e in città dire “Felice” è come dire pizza. Pochi fronzoli, tanto sapore e una tradizione che resiste al tempo: un must per un pranzo al volo (proprio al volo per i Comics non sarà, ma vale la pena attendere!) o per ricaricare le energie dopo una mattinata intensa. Qui la pizza si prende al banco e si mangia per strada, come da rito. Oltre al trancio, ricordatevi di ordinare la cecina (un’ottima alternativa vegana e senza lattosio), rigorosamente con sale e pepe, possibilmente dentro una focaccina fumante!   Gelato alla Veneta Nel pomeriggio, tra un padiglione e l’altro, serve una pausa dolce: la Gelateria Veneta è la risposta. Da provare assolutamente crema, lampone e stracciatella (i gusti della nostra infanzia). E se farà freddo, buttatevi sulle loro crêpes alla Nutella (o, per meglio dire, la Nutella alla crêpe). È il posto perfetto per tirare il fiato e godersi il gelato più buono della città!     Cena alla Trattoria da Gigi E per chiudere la giornata come si deve, niente batte una cena da Gigi, una delle trattorie simbolo della cucina lucchese. L’atmosfera è calda e autentica ma senza tempo, il servizio familiare e i piatti quelli della tradizione: tordelli di carne al ragù, rovellina alla lucchese e verdure fritte croccantissime. Un posto dove si finisce sempre con la pancia piena e il sorriso stampato (ma ricordatevi di prenotare un tavolo, è sempre pieno!).   Che tu venga per i fumetti, per i giochi o solo per respirare l’atmosfera, Lucca Comics & Games resterà un’esperienza che coinvolgerà tutti i sensi. Noi saremo lì, tra la folla, tra un disegno e una forchettata, perché a Lucca, la fantasia si vive anche a tavola.    

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