I protagonisti dell’editoria italiana al Salone Internazionale del Libro

Si è appena concluso il Salone Internazionale del Libro di Torino, giunto alla sua trentottesima edizione, un evento annuale imperdibile per lettori e “grafomani” che qui possono scoprire nuovi titoli e autori, nonché le realtà editoriali da seguire e con cui collaborare.

 

 

Il tema di quest’anno era Il mondo salvato dai ragazzini, in omaggio all’omonima opera poetica di Elsa Morante. Una scelta significativa sotto un duplice profilo: il rimando a un genere (la poesia) di certo non in vetta alle classifiche di mercato; il richiamo all’importanza di guardare la realtà con la vivacità creativa “dei ragazzini”.

 

Come ricordato da Annalena Benini, Direttrice editoriale del SalTo, è questo «il mondo che il Salone del Libro si prefigge, auspica, prova a costruire ogni giorno con inventiva e dedizione». Ma questo è anche il mondo che tentano di costruire e preservare coloro che, a parere di chi scrive, sono i pilastri di eventi come il SalTo e dell’intera editoria italiana: le case editrici indipendenti. Nonostante le mille difficoltà che la contemporaneità pone loro, infatti, esse lavorano affinché nuove voci possano emergere a creare il presente (e il futuro) della letteratura italiana.

Al SalTo 2026 abbiamo incontrato alcuni di questi protagonisti, che dal 14 al 18 maggio hanno accolto lettori e autori presso i loro stand.

 

Nicola Pesce firma una copia della sua silloge poetica “I fiori del bene” (Burno, 2022)

Un nome di rilievo è quello di Nicola Pesce, che ha fondato Edizioni NPE a soli sedici anni. Sui social pubblica video in cui parla di letteratura e della sua esperienza di editore e scrittore, riuscendo, con la gentilezza e i toni pacati che lo contraddistinguono, ad avvicinare il grande pubblico ai libri e a coniugare virtuosamente la dimensione digitale e quella analogica. Di fatti, lo abbiamo incontrato davanti al suo stand, pronto a scambiare quattro chiacchiere con i lettori.

 

Nei padiglioni del SalTo convivono realtà consolidate del panorama editoriale e anime venute di recente alla luce.

Tra le prime rientra, senza dubbio, Edizioni Settecolori, fondata alla fine degli anni ’70 da Pino Grillo e specializzata nella grande letteratura del XX secolo, libri di viaggio e classici. Dal 2020, sotto la guida di Manuel Grillo e Stenio Solinas, ha avviato un nuovo progetto editoriale volto al recupero di testi inediti in Italia o da tempo fuori catalogo, con un occhio di riguardo agli autori internazionali e anticonformisti, al di là di mode e cliché. Insieme a Settenove e Quinto Quarto, al Salone, Settecolori ha ricevuto il Premio Ernesto Ferrero, proprio in virtù della sua attività di «riscoperta di autori e testi “laterali” del Novecento, con un’identità culturale ed estetica precisa e riconoscibile, lontana dal mainstream».

Risale, invece, al 2025 la nascita di Tori Edizioni, che fa dell’etica nei confronti di autori e opere un cardine della propria attività e propone le collane Portali (New adult e Adult) e Passaggi (Young adult), comprendenti svariati generi letterari.

 

Per quanto riguarda i generi, per l’appunto, al SalTo ce ne sono davvero per tutti i gusti.

Numerose, ma ciascuna con una propria precisa identità sono le case editrici che si dedicano all’horror, al weird e alla fantascienza (molto cari a chi scrive!). Tra queste, ABEditore (ne abbiamo già parlato qui) sfoggia una veste grafica inconfondibile e tiene a specificare che pubblica libri, «ma solo di chi è morto da almeno un secolo». Infatti, ABEditore riscopre il gotico con attenzione particolare ai classici inediti o dimenticati della letteratura e offre proposte inconsuete e originali che si discostano dalla concezione tradizionale di libro.

Abbiamo incontrato anche Edikit, che rinnova la sua sfida al mercato editoriale sotto la nuova direzione di Andrea K. Lanza e spazia dal thriller all’horror, passando per il romanzo storico e la saggistica cinematografica, sempre esplorando storie d’impatto. Una di queste l’abbiamo già letta e ve ne parleremo prossimamente.

 

 

Ma gli incontri “fantastici” non sono finiti qui. Ci siamo fermati anche allo stand di Edizioni Hypnos, dedita alla letteratura weird e fantastica: si muove tra autori classici e le nuove proposte del panorama italiano e internazionale e propone una propria rivista con racconti di autori italiani e stranieri, per la maggior parte inediti, oltre a saggi e segnalazioni.

Una piacevole scoperta è stata poi Zona 42, che si prefigge di riportare la fantascienza nelle librerie italiane, dove le nuove voci del genere faticano ad arrivare.

Inoltre, al SalTo capita di ritrovare volti noti e (per noi) geograficamente prossimi, come la toscana NPS Edizioni, marchio editoriale dell’associazione Nati per scrivere, che propone letteratura fantastica per tutte le età e ha in catalogo molti testi dedicati alle tradizioni e al folklore nazionale.

 

Alcuni volumi di Interno Poesia

Cambiando genere, realtà come Interno Poesia, nata a settembre 2016 e erede dell’omonimo blog creato ad aprile 2014 da Andrea Cati, resistono con l’obiettivo di diversificare la ricerca e la proposta culturale nel panorama dell’editoria poetica, tanto bistrattata quanto necessaria per dare spazio alle penne dei poeti di oggi (che esistono ancora, come vi abbiamo già mostrato).

 

Danilo Bultrini e Luca Verduchi allo stand di Alter Ego

Anche chi non si concentra su un unico genere lo fa ricercando qualità e ponendosi obiettivi precisi. Così, Gruppo CTL Editore, diventata ligure nel 2026 , grazie all’acquisizione da parte di Alberto Marubbi, autore teatrale, linguista e scrittore, si prefigge di restituire alla cultura il posto che merita, selezionando opere di qualità e promuovendole su tutto il territorio nazionale. L’ultimo passo (per ora) è stata proprio la presenza al SalTo presso lo stand della Regione Liguria.

La napoletana De Nigris Editori, invece, pubblica biografie, testimonianze, saggistica e narrazioni contemporanee che affrontano, in particolare, temi legati all’identità, alla cultura e ai linguaggi del presente, con un forte legame con i contesti da cui nascono.

Alter Ego, poi, spazia dal romanzo di formazione al romanzo psicologico, passando attraverso il distopico e la letteratura mainstream, concentrandosi sul tema del “doppio”, ça va sans dire.

 

“Femministe musulmane” allo stand di Astarte Edizioni

 

Il SalTo è un’ottima occasione anche per conoscere gli editori indipendenti che sposano obiettivi di carattere sociale, oltreché letterario.

Blackie Edizioni, ad esempio, pubblica narrativa, saggistica e «tutto quello che ci ispira», con un’attenzione speciale alla narrativa femminile contemporanea, ma anche del passato.

Astarte Edizioni dà voce e spazio alle soggettività e alle istanze che abitano e percorrono il Mediterraneo e gli spazi geografici, culturali e politici attigui alla regione, tra saggistica, narrativa e poesia. Al loro stand ci hanno tenuto a mostrarci il recentissimo Femministe musulmane, saggio di Jamal Ouazzani, illustrato da Zainab Fasiki, che analizza il femminismo islamico ripercorrendo le vite e le lotte di venti figure emblematiche di donne e dimostra che non solo si può essere femministe e musulmane, ma femministe proprio perché musulmane.

Alcuni progetti riescono a plasmare il contesto nel quale si muovono. È  il caso di Marotta&Cafiero editori, casa editrice «terrona Made in Scampia» che crea “spacciatori di libri” e cultura in una terra martoriata dalla camorra. Delle attività di questi stupefacenti spacciatori parleremo presto in un altro articolo.

 

La bottega dei traduttori

 

Una menzione speciale spetta infine ai professionisti che operano a supporto delle case editrici: traduttori, editor e promotori. Un valido esempio incontrato  al SalTo è La bottega dei traduttori, Associazione di Promozione Sociale che, puntando molto sul lavoro di squadra, affianca editori e autori lungo tutto il percorso editoriale, offrendo valutazioni, traduzioni, revisioni, editing, curatele e supporto alla promozione.

 

La celebre “Torre di Libri”, progettata venti anni fa dall’architetto svizzero François Confino e ispirata alla Torre di Babele

 

Questi sono solo i nomi degli editori che siamo riusciti a incontrare, ma il mondo dell’editoria indipendente non si ferma qui. Vi consigliamo di esplorare le fiere del libro, gli scaffali delle piccole librerie con le loro scelte originali e i cataloghi consultabili facilmente online: scoprirete un mare di persone che non temono di nuotare controcorrente nelle acque non sempre placide del mercato editoriale.

 

Una citazione di Emily Dickinson dallo stand di Alter Ego che riassume bene lo spirito dell’editoria indipendente

 

21/05/2026

 

Torna in alto