È il momento delle vacanze estive e molti di voi sceglieranno il mare come destinazione. Se il vostro obiettivo è l’Elba o Capraia, in valigia, insieme alla crema solare, vi consigliamo di mettere l’ultimo libro del professor Paolo Fantozzi, I custodi del mare. Storie e leggende dell’arcipelago toscano (NPS, 2025, casa editrice di cui avevamo parlato qui).
L’autore ha una consolidata esperienza per quanto riguarda il folklore locale, con pubblicazioni che risalgono al 1999 (anno in cui è uscito Le leggende delle Alpi Apuane, edizioni Le Lettere) e che denotano una profonda sensibilità per la fitta trama di racconti e credenze che rappresentano il patrimonio immateriale di una regione, di un villaggio o, in questo caso, di un’isola.

Il casus per la narrazione delle storie contenute nel volume è quello classico del gruppo di persone costrette a trascorrere del tempo insieme a causa di un imprevisto. Una tempesta fa sì che un gruppo di pescatori debba attendere il bel tempo per rimettersi in mare: nella furia degli elementi, si crea il momento perfetto per rievocare i miti del passato.
Questa cornice narrativa, assente in precedenti pubblicazioni di Fantozzi, è un elemento di arricchimento che recupera spazio all’estro dell’autore e ce ne restituisce la voce in più di un punto, in cui la memoria dei pescatori passa quasi in secondo piano a vantaggio di descrizioni di paesaggi e stati d’animo che sembrano celare un affetto del tutto personale.

Il centro dell’attenzione, comunque, rimane ovviamente il folklore dell’arcipelago: miti eziologici, racconti di streghe e fantasmi, leggende di pirati e principesse che affondano le radici nella Storia e conducono il lettore in un mondo invisibile e affascinante, “tràdito”, ma anche “tradìto” dalla memoria dei membri di una comunità che narrano e rielaborano temi e storie. Gran parte del fascino del folklore si lega, infatti, alla centralità della tradizione orale, che preserva, ma anche aggiunge o toglie dettagli e trame ogni volta che la stessa storia viene ripetuta e assimilata da menti diverse.
Il volume è impreziosito dalle illustrazioni di Silvia Talassi, che, con il suo stile inconfondibile, cattura il salmastro sulla carta e restituisce i volti stregoneschi e le atmosfere marine che albergano in queste pagine.
Operazioni come quella compiuta ancora una volta da Paolo Fantozzi non rappresentano solo intrattenimento, ma sono fondamentali per ridare vita al folklore in comunità in cui il racconto orale non è più preponderante come un tempo. Certo, la parola scritta pone un punto d’arrivo alla storia “tramandata” ed è altro dai giochi narrativi di epoche passate, ma, come afferma lo stesso Fantozzi nell’introduzione al libro: «Dall’incontro con le parole nascono i nostri pensieri, la nostra identità, la nostra percezione del mondo. Così l’ascolto e la lettura diventano il modo per farsi un giusto equipaggiamento per vivere. Penso che nessuno di noi nasca in un punto, da un punto. Piuttosto si nasce da una trama di punti, che si intessono in una maglia di parole; i quali punti, o parole, formano un tessuto, che è il testo della nostra esistenza».
17/06/2026






