Tra le case editrici che abbiamo incontrato al Salone del Libro di Torino, ce n’è stata una che ci ha colpiti in particolare. Non si è trattato solo (ed è già tanto) della qualità dei testi proposti, delle vesti grafiche sgargianti e delle idee creative esposte elegantemente sui banchi (come le “musicassette” contenenti libriccini di racconti, anziché canzoni): ciò che rende la Marotta&Cafiero editori unica è il sogno che l’ha fatta nascere. Ma andiamo con ordine.
La Marotta&Cafiero si definisce orgogliosamente terrona. Al suo stand c’erano libri di ogni genere, la statua di un grosso drago viola e tanti scugnizzi: ragazzi indaffarati, competenti e pronti a raccontare la storia di come a Scampia la camorra venga umiliata a colpi di parole messe nero su bianco.

Tutto è partito da Rosario Esposito La Rossa, cugino di Antonio Landieri. Ragazzo disabile, Antonio fu ucciso nel 2004 a venticinque anni in una sparatoria. Stava giocando a biliardino con i suoi amici e si trovò nel posto sbagliato al momento sbagliato. Oggi lo stadio di Scampia è intitolato a lui, vittima innocente di mafia, ma, nei primi tempi dopo la sua morte, i giornali ne hanno infangato la memoria, parlandone come se fosse coinvolto in faide di droga. È stato allora che Rosario, ancora minorenne, si è posto un obiettivo: «[f]ar fiorire il sangue innocente di mio cugino dall’asfalto di Scampia».
Da lì è iniziata una sfida che Rosario, la moglie Maddalena Stornaiuolo e gli scugnizzi di Scampia hanno ampiamente vinto, anche grazie al sostegno di molti professionisti eccellenti ed esseri umani lungimiranti, che hanno permesso la realizzazione del sogno di portare e fare cultura in una terra di criminalità organizzata.
I primi a crederci sono stati Tommaso Marotta e Anna Cafiero, della storica e omonima casa editrice di Posillipo, con cui Rosario ha pubblicato Al di là della neve – storie di Scampia, nel 2007. Sono stati loro a lasciare la Marotta&Cafiero in regalo a Rosario, che ha saputo far fruttare questo dono immenso.
Infatti, questo ragazzo, oggi Cavaliere della Repubblica, ha altresì rilevato la Coppola Editore di Salvatore Coppola, venuto a mancare nel 2013: con lui Rosario aveva aperto la Fabbrica dei Pizzini della Legalità, bloc notes contenenti le storie delle vittime innocenti delle mafie. Rosario ha anche dato vita alla Scugnizzeria, la prima libreria dell’Area Nord di Napoli, grazie alla quale tanti ragazzi sono diventati Spacciatori di Libri, proprio come hanno fatto al SalTo.
I progetti non si limitano all’editoria: negli anni si sono consolidate iniziative come la Scuola di Recitazione la Scugnizzeria, gestita da Maddalena, l'”equobar” con tanto di macinino antico, e il Giardino della Poesia, che è il «giardino di tutti», con «i limoni di Montale, gli oleandri di D’Annunzio, l’edera di Pascoli, i cedri di Deledda».

Oggi la Marotta&Cafiero pubblica Stephen King, Daniel Pennac, Don De Lillo, Ian McEwan e Günter Grass. Pubblica sia narrativa che saggistica, un intero arsenale di volumi stampati con materiali e tecniche ecosostenibili che hanno permesso di evitare, in dieci anni, l’abbattimento di 177 alberi ad alto fusto, preservare gli habitat aviari annessi e ridurre i rischi di frane sul territorio campano.

Al SalTo, uno di questi testi ce lo ha consegnato Matteo, 22 anni, ragioniere della Marotta&Cafiero. Si tratta proprio di Spacciatori di libri, in cui lo stesso Rosario racconta del suo sogno nato nel nome di Antonio Landieri, dei suoi progetti apparentemente irrealizzabili e dei successi ottenuti. Anzi, dei veri e propri trionfi, perché, come ricorda lui stesso, con pubblicazioni come il saggio Guns. Contro le armi di Stephen King, «abbiamo trasformato i proiettili in carta». D’altronde, Rosario lo aveva capito già a diciassette anni: «narrare è resistere».

01/06/2026



