A Londra, non lontano dall’oasi verde di Hampstead Heath, si trova la casa di uno dei pilastri della poesia britannica: John Keats, che nei suoi venticinque anni di vita ha dato un contributo fondamentale al Romanticismo. Dal poema Endimione fino alla celebre Bright Star, Keats ha realizzato opere che uniscono all’eleganza del verso un’indiscussa capacità di toccare le corde più profonde dell’animo umano.
Se vi trovate a Londra, una volta lasciato alle spalle il colorato caos di Camden Town, vi consigliamo di procedere verso la quieta Wentworth Place, dove Keats soggiornò a partire dal 1818. Considerando che il 31 ottobre è pure l’anniversario della sua nascita, il periodo è più che buono per una visita.
Wentworth Place è oggi un museo nel quale ogni sala vi parlerà di un pezzo della storia di questo eternamente giovane poeta. Subito all’ingresso, vi troverete davanti ai (non molto poetici) utensili e documenti legati alla professione medica che Keats esercitò prima di dedicarsi interamente all’arte. In altre sale, poi, troverete gli strumenti del suo “mestiere” definitivo: penne, calamai (anche di origine etrusca!) e una moltitudine di libri, tra cui colpisce in particolare la presenza di un Paradiso perduto di Milton con i versi sottolineati dallo stesso Keats durante la lettura.

Fu proprio a Wentworth Place che Keats conobbe Fanny Brawne, l’amore della sua vita, il cui ritratto può essere ammirato nel salottino a pianoterra, insieme ai volti di molti altri affetti che popolarono i giorni del poeta (e dove si trova ancora un orologio il cui rintocco era ben noto al poeta). Secondo, la leggenda, poi, Keats avrebbe composto la sua Ode a un usignolo proprio sotto il susino nel giardino della casa, nel 1819. Infiorettata o meno che sia, la storia è comunque verosimile, visto che il giardino rimane tuttora un luogo perfetto per riposarsi e fermarsi un attimo per leggere o godersi semplicemente il silenzio, immaginando un altro tempo intorno a sé. In caso di pioggia, comunque, non preoccupatevi: in varie sale della casa potrete immergervi del tutto nell’opera di Keats ascoltando in cuffia le letture messe a disposizione del pubblico.

La permanenza di Keats nella casa fu intensa, ma, purtroppo, breve. In seguito al peggioramento delle sue condizioni di salute, infatti, nel 1820 la lasciò per partire alla volta dell’Italia. Morì nel 1821 a Roma ed è qui sepolto in una tomba anonima intitolata a uno «YOUNG ENGLISH POET», che, come termina l’epitaffio, «nell’amarezza del suo cuore, di fronte al potere maligno dei suoi nemici, volle che fossero incise queste parole sulla sua lapide: “Qui giace un uomo il cui nome fu scritto nell’acqua”».
Questo tratto di malinconica inquietudine che coglie visitando il piano di sopra, dove Keats giacque malato all’aggravarsi della tubercolosi, è stato colto appieno da Martin Huxter, nella sua mostra The Nightingale Suite. A sua volta poeta, oltre che artista visivo, Huxter ha iniziato questa serie di disegni nel 1997 per cogliere «atmosfera intima, quasi tangibile, evocata da John Keats in ‘Ode to a Nightingale’, una poesia che ammiro fin dai tempi da studente». Sono presenti anche tre disegni ispirati dalle visite alla Keats House nel 2025 e che sono stati creati appositamente per questo evento. L’usignolo di Keats emerge in varie versioni in un bianco e nero che, a primo acchito, potrebbe avere i contorni di un incubo: a ben guardare, però, la sensazione che si ricava è sì quella di un sogno, ma di uno di quei sogni che si fa fatica a spiegare e che comunque non certo per questo cessano di essere nitidi quasi quanto un ricordo al quale aggrapparsi. Proprio come la poesia di Keats.

Per poter ammirare la mostra avete tempo fino al 31 ottobre. Per portarvela via nella mente e nell’animo, invece, non avete scadenze, perché, come ci ricorda il poeta all’inizio di Endimione: «una cosa bella è una gioia per sempre».




