I CSI sono tornati
Sembra incredibile a dirsi ma i CSI Consorzio Suonatori Indipendenti sono tornati. E sono tornati con un tour che è iniziato da uno dei luoghi più significativi della loro carriera, dal Parco Storico di Monte Sole a Marzabotto (BO) , proprio là dove il 29 giugno 2001 si erano esibiti per un concerto dedicato a don Giuseppe Dossetti: la piccola particolarità è che Massimo Zamboni non era più nel gruppo, e quella data segnò quindi la fine dei CSI e l’inizio di una nuova storia, quella dei PGR Per Grazia Ricevuta. Chi c’era ricorderà quindi a lungo questa serata e potrà dire di avere vissuto un’esperienza indimenticabile. La location è particolarmente importante anche perché a Monte Sole si consumò un terribile eccedio di mano nazifascista che seguì di poco quello di Sant’Anna di Stazzema, e il Parco Storico di Monte Sole all’interno del quale si svolge il Festival Lupo attorno all’area de Il Poggiolo – Rifugio Re_Esistente, è dedicato proprio alla Memoria di questo eccidio. Lupo era Mario Musolesi il leggendario comandante partigiano della Brigata Stella Rossa che agiva nella zona circostante a Monte Sole. Un’altra reunion quindi, a cui stiamo cominciando a prendere un bel vizio: da quella dei CCCP e dei Litfiba fino a quella dei Bluvertigo e ora quella dei CSI. Tornando ai CSI, proprio per il fatto che a Monte Sole era finita ufficialmente la loro storia e proprio per il fatto che dallo stesso luogo rinasce la band, la prima data del 28 agosto (replica il 29) era qualcosa di imperdibile per i fan. Fan che sono accorsi da tutta Italia (e leggendo sui social qualcuno è venuto anche da altri paesi europei), circa 5000 spettatori che hanno invaso lo spazio davanti al palco. Un afflusso tale che ha fatto sì che poco dopo l’orario di inizio previsto dello spettacolo, Gianni Maroccolo comparisse sul palco per annunciare che lo spettacolo non sarebbe iniziato “finché non ci sono tutti”, in quanto “400-500 persone” erano ancora in fila con le macchine in attesa di arrivare ai parcheggi. Parcheggi nei quali l’odore predominante era quello delle frizioni stressate dalle lunghe file stop and go in salita. Lo spettacolo viene precedeuto da un omaggio a Guccini con la diffusione della musica di Noi Non Ci Saremo nella storica versione dei CSI. Non può non far curioso che proprio per la reunion venga diffuso questo brano, come a dire che invece i CSI ci saranno. E subito dopo, finalmente, eccoli con In Viaggio, il brano che dà il nome a questo nuovo tour. Che brividi a sentire le prime note con quel ritmo martellante iniziale. L’emozione è forte, fortissima non appena risuonano le prime note, è palpabile fra i musicisti e nel pubblico, soprattutto da parte di chi – come lo scrivente – li ha visti e vissuti negli anni ’90: 25 anni dopo rieccoli tutti lì sul palco, in linea, senza che qualcuno possa essere avanti rispetto agli altri: Massimo Zamboni che su quel palco nel 2001 era il grande assente, Francesco Magnelli, Giovanni Lindo Ferretti, Ginevra Di Marco, Gianni Maroccolo, Giorgio Canali. I CSI sono tutti sulla stessa linea sul palco, senza gerarchie, Ferretti sempre seduto. Le interazioni con il pubblico sono quasi del tutto assenti, la tensione sul palco è altissima e si percepisce. Seguono subito brani che sbriciolano il cuore di tutti: Occidente, Del mondo, e quando parte A tratti, la canzone che aprì la storia dei CSI, l’epifania è totale. La serata prosegue con l’esecuzione di altri grandi successi dei CSI e fra queste spicca la grande interpretazione da parte di Ferretti di Linea Gotica cui segue la meravigliosa Irata. Nella parte finale dello spettacolo non potevano mancare brani mastodontici e unici nel panorama musicale italiano come Unità di produzione, Forma e sostanza, Depressione Caspica (unico brano targato CCCP), e gran finale con Fuochi nella notte. La tensione è tale che l’interazione è quasi del tutto assente con il pubblico. Giusto Ferretti a un certo punto, quando qualcuno gli urla “Alzati”, risponde: «Cari ragazzi, non è facile stare sul palco dei C.S.I., quindi, se ce la faccio, sto seduto. È un buon modo per avvicinarsi a questo palco». Ferretti interagisce anche quando, in occasione dei cambi di strumentazione per gli ultimi brani, afferma: «È un casino che non avete idea stare qui davanti a voi; avete delle pretese altissime, ma dovete prendere quello che c’è.» Il bis inizia con una sorpresa, l’esecuzione di un brano non CSI, Montesole, che fu eseguito proprio dai PGR come omaggio a quel luogo nel 2001. Si chiude poi con pezzi trascinanti che fanno alzare in piedi Ferretti e che scatenano il pogo: Matrilineare, M’importa ‘nasega, Buon anno ragazzi. Gianni Maroccolo si conferma come un cardine non solo musicale ma anche umano attorno al quale gira e ha girato la musica alternativa italiana. Il suo basso sembra quasi gettare le fondamenta su cui si muove tutto l’impianto sonoro. Non sono più i CSI di trent’anni fa ovviamente, c’è meno furia ma molta più introspezione e forte dimensione sonora monolotica. Non mancano problemi tecnici un po’ di tutti i tipi, con momenti di alta tensione da parte dei musicisti, ma alla fine sono anche le cose che rendono bello e vivo un live, soprattutto se si tratta della prima data. Sono anche i momenti in cui i musicisti sfogano tutta la loro tensione e, in un modo o in un altro, comunicano con il pubblico: M’importa ‘na sega inizia, viene subito interrotta e poi ripresa, Maroccolo comunica che aveva finito le batterie ai pedali, Canali riferendosi ai problemi tenici urla «Tanto non ci capite un cazzo, cosa ve lo dico a fare», in alcuni brani il volume delle sue chitarre è troppo alto, Ferretti sembra perdere qualche attacco ed è Ginevra Di Marco a suggerire; ma sono appunto tutte quelle imperfezioni che rendono umana, unica e meravigliosa una data come questa.
I CSI sono tornati Leggi tutto »





