Legacy: 60 anni di Lucca Comics & Games

Legacy: 60 anni di Lucca Comics & Games

Il 2026 è un anno speciale per il Lucca Comics & Games: l’edizione Legacy celebra il 60° anniversario della più importante rassegna europea del fumetto. Nel corso di questi sessanta anni, il Lucca Comics & Games ha collezionato miriadi di affezionati che ogni anno arrivano anche da molto lontano per prendervi parte. In attesa dell’inizio della manifestazione, ripercorriamone insieme la storia.

 

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Un cosplayer di Spider Man all’edizione 2022 (Ph Linda Lolli)

 

Gli esordi

 

Nel 1966, dopo la prima edizione a Bordighera del 1965, Lucca fu scelta per ospitare il Salone Internazionale dei Comics, dedicato al fumetto, all’illustrazione e all’animazione. La rassegna si tenne il 24 e 25 settembre all’interno della città: il Teatro del Giglio ospitò le tavole rotonde, mentre il baluardo San Regolo fu dedicato alle mostre espositive. Il Salone includeva anche una mostra mercato, dedicata non solo agli editori, ma anche a collezionisti e antiquari.

La vera forza, comunque, era proprio lo spazio intellettuale creato per parlare di un’arte da molti a torto considerata minore: gli interventi in cartellone analizzarono il fumetto italiano da vari punti di vista, da quello storico al rapporto con altri ambiti artistici come il cinema.

 

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Ph Linda Lolli

 

Questa tendenza volta alla ricerca e alla dimensione intellettuale del fumetto venne conservata anche nelle edizioni successive. Nel 1968 nacque l’Immagine-Centro di Studi Iconografici, un’organizzazione culturale privata fondata da Romano Calisi, sorta con il patrocinio dell’Università di Roma e destinata a farsi carico del Salone, ormai radicatosi a Lucca.

Per anni il Salone continuò ad arricchirsi di iniziative e ad allungare la durata del festival, diventando un appuntamento fisso per la città, studiosi e appassionati, finché, nella sua ottava edizione, prese il nome di “Salone Internazionale dei Comics e del Cinema di Animazione”.

 

LOCANDINA
Il poster del 1984 (Ph Maria Elena Lippi)

 

Mentre il festival cresceva e assumeva una rilevanza sempre più internazionale, tuttavia, le modalità di gestione del Salone furono oggetto di analisi e critiche. Dopo l’edizione del 1976, l’evento fu reso biennale e, nel 1980, si trasformò in Salone Internazionale dei Comics, del Film di Animazione e dell’Illustrazione, sempre accompagnato dalla mostra mercato allestita all’interno della mitica tensostruttura in Piazza Napoleone.

Questi anni intensi di esposizioni, premi e conferenze (organizzate anche fuori dell’ormai canonico periodo di fine ottobre – inizio novembre) subirono un inceppo nel 1988 per problemi finanziari, per poi riprendere vigore nel 1990 (anno in cui venne introdotto il biglietto per i visitatori).

La vita del “Salone lucchese” sarebbe però terminata di lì a poco. Infatti, dopo l’epocale torneo di Dungeons&Dragons del 1992, uno dei primi a livello nazionale, il Salone chiuse i battenti nella città, ormai impossibilitata a gestire un evento che si sarebbe spostato nella capitale.

Una fine che, ad ogni modo, era solo un nuovo inizio.

 

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Ph Linda Lolli

 

Arrivano i Comics: dalle Tagliate al centro storico

 

Nel 1993 i fumetti tornarono a Lucca grazie alla spinta dell’Ente autonomo Max Massimino Garnier con il nome di “Lucca Comics” (che, nel 1995, sarebbe diventato “Lucca Comics & Games”). Non più solo fumetti e arti visive: la fiera si ampliò ad includere i giochi, arricchendosi di campionati e tornei e divenendo attrattiva per un pubblico sempre maggiore.

Nel 1999, poi, venne introdotto anche un concorso per cosplayers, che diventeranno sempre più protagonisti nei giorni della manifestazione.

 

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Il calendario dell’edizione 2004 (Ph Maria Elena Lippi)

 

Sono gli anni dei “tendoni” al Palazzetto dello Sport in via delle Tagliate, a protezione di stand che ospitano un popolo variopinto sia dal lato dei venditori che di quello del pubblico e dei collezionisti.

 

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Il poster del quarantennale del 2006 (Ph Maria Elena Lippi)

 

Ogni anno un nuovo tema, un nuovo poster (da collezionare, ovviamente) e nuovi titoli in anteprima. A Lucca si va per le rarità, per la compagnia, per scoprire nuovi autori e, dal 2006, si entra proprio all’interno della città, dato che le strutture della fiera vengono riportate all’interno delle Mura per celebrare il quarantennale.

 

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Una cosplayer sulle Mura all’edizione del 2022 (Ph Linda Lolli)

 

Da lì il “Lucca Comics” non si muoverà più e crescerà ogni anno, di edizione in edizione, fino a raggiungere cifre folli di visitatori: l’edizione French Kiss del 2025 registrerà un tetto di oltre 280.000 biglietti venduti.

 

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La folla durante l’edizione 2014 intorno alla fontana in pietra nei pressi del Baluardo Santa Maria (Ph Linda Lolli)

 

Gli ultimi dieci anni

 

A chi, come chi scrive, ha vissuto la fiera quasi ogni anno dalla fine degli anni ’90, prima con curiosità infantile, poi con la voglia adulta di tornare bambini, i “Comics” (come è affettuoso chiamarli) hanno sempre trasmetto un senso di comunità e di comfort. Perciò chi, come chi scrive, ha avuto modo di visitare i Comics ripetutamente e con passione, non avrà fatto a meno di notare la loro crescita esponenziale proprio negli ultimi dieci anni. Non è solo perché “siamo cambiati noi”: i Comics sono diventati un evento enorme, che è tornato ad estendersi oltre le mura urbane (pensiamo alla Japan Town al Polo Fiere) e che si è arricchito di sponsor internazionali.

I nomi degli ospiti sono cambiati: arrivano da tutto il mondo, come l’autore di videogiochi Hideo Kojima Kojima e il mangaka Tetsuo Hara, “padre” di Ken il Guerriero, entrambi giapponesi ed ospiti dell’edizione 2025. D’altronde, da tempo non ci sono più solo i pilastri del fumetto, dell’animazione e del fantasy, ma anche attori e registi di calibro internazionale (Tim Burton nel 2022; Hwang Dong-hyuk, Lee Jung-jae e Wi Ha-jun della serie sudcoreana Squid Game nel 2024; Finn Wolfhard, Gaten Matarazzo, Caleb McLaughlin, Noah Schnapp, i giovani protagonisti di Stranger Things, insieme ai creatori della serie, Matt e Ross Duffer, nel 2025), con tutta l’isteria collettiva che la presenza di nomi di tale portata porta con sé.

 

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Un’esposizione di Lego all’edizione del cinquantennale del 2016 (Ph Linda Lolli)

 

Accanto alle lodi non mancano le critiche: troppo grande, troppo costoso, troppo spazio agli sponsor. Non sono nemmeno mancate le criticità etiche: l’edizione 2023, non a caso boicottata dal fumettista Zerocalcare, ha visto il patrocinio dell’ambiasciata israeliana, in un momento in cui Gaza iniziava ad essere rasa al suolo a danno della popolazione civile palestinese.

D’altronde, etica è anche la perplessità legata alla presenza delle grandi multinazionali, che va a discapito degli spazi dedicati alle anime indipendenti del fumetto – che sono comunque rappresentate – e di quel clima vivace e creativo che si respirava anche solo un decennio fa.

Perché un po’ è vero: quella patina verace e stropicciata come un albo a cui si è molto affezionati è sbiadita a favore della lucida superficie di una confezione di ultimissima uscita, abbagliante e bella, ma non ancora nostra, non del tutto familiare.

 

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Un gruppo di cosplayer del videogioco “Assassin’s Creed” all’edizione del 2014 (Ph Linda Lolli)

 

Forse siamo anche cresciuti noi nel frattempo (anzi, senz’altro). Ma qualcosa rimane invariato nell’universo che rotea intorno ai Comics: l’entusiasmo di chi, sconosciuto, ci mette la faccia, il tempo e il costume per sfilare per le vie della città indossando le vesti del proprio personaggio preferito o inventandosene uno di sana pianta.

 

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Una coppia di cosplayer Disney all’edizione del 2022 (Ph Linda Lolli)

 

I cosplayer, infatti, continuano ad essere l’anima autentica dei Comics, incuranti dei commenti di chi li vuole troppo cresciuti per “andare a giro mascherati” e pronti a far sfoggio di abilità sartoriali, attoriali e, talvolta, anche di grande ironia.

Ma questa è un’altra storia e ve la racconteremo prossimamente.

 

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Una cosplayer all’edizione del 2022 (Ph Linda Lolli)

 

19/10/2026

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