Una vigilia di Liberazione
Il 24 aprile il Circolo Arci di Sant’Alessio (Lucca) ha ospitato la “vigilia” della Festa della Liberazione, una serata capace di coniugare grande partecipazione e pluralità di linguaggi. L’iniziativa, ideata da Gianmarco Caselli, ha riunito artisti provenienti da percorsi eterogenei, costruendo una proposta lontana dalle celebrazioni rituali e restituendo al 25 aprile una dimensione attuale, in un contesto in cui i valori antifascisti tornano ad essere minacciati quotidianamente. «Credo fosse importante celebrare una ricorrenza fondamentale per la nostra libertà – commenta Caselli – facendo interagire in una stessa serata anime artistiche e culturali diverse della nostra comunità. Sono rimasto molto contento – ma non stupito – dal fatto che tutti gli artisti invitati a partecipare abbiano immediatamente dato risposta positiva, e che il pubblico sia stato veramente numerosook messo ». Sul palco si sono alternati Marco Salotti, che ha proposto la lettura di un testo di Francesco Guccini; Vanni Baldini, con il suo adattamento di testi di Gaber e Ennio Flaiano; Elisa D’Agostino e Daniele Bianucci, che ha scelto di leggere le lettere dei condannati a morte della Resistenza italiana. L’adattamento dell’Agnese va a morire di Renata Viganò, interpretato da Elisa D’Agostino, è stato impreziosito dalla danza di Nicoletta Binci. Particolarmente coinvolgente è stata l’interpretazione del brano umoristico Il pornosabato dello Splendor, tratto dal Bar sotto il mare di Stefano Benni, in cui si sono cimentati D’Agostino e Baldini. Infatti, come ha ricordato D’Agostino, la libertà di ridere, spesso data per scontata, è in realtà il frutto di battaglie contro ogni forma di autoritarismo. Ovviamente, non è mancata la musica. Il gruppo di musica tradizionale Folkoinè ha proposto una scelta di canti partigiani e antifascisti, tra cui Maledizioni a Mussolini, presente nel loro disco Zampe di rondine e raccolto dalla voce dell’ora scomparsa Lilia Biagini, che ha vissuto il regime e la guerra in prima persona. Il gruppo vocale Stereo Tipi, oltre a un medley di brani argentini e al canto haitiano Wangol, ha intonato la ninna nanna araba Nami nami, coinvolgendo i presenti in un’improvvisazione sotto la guida di Martino Biondi, che ha anche suonato l’handpan. I CRP – Collettivo Rivoluzionario Protosonico hanno aperto la loro performance con il brano Partigiano, tratto dal loro ultimo disco Al diavolo, che si pone come collegamento tra il passato e presente (nell’album, infatti, il testo è intonato anche da una bambina, Elettra Caselli, a simboleggiare il passaggio di testimone generazionale tra vecchi e nuovi combattenti per la libertà dal fascismo). Inoltre, gli Stereo Tipi hanno creato un tappeto di note per accompagnare la voce di Gianmarco Caselli in Partigiano. Con questa collaborazione e transizione musicale siamo così entrati nel vivo dell’industrial post punk dei CRP, che hanno eseguito anche brani tratti dal loro primo lavoro, Beati voi!, come Soviet, facendo culminare la serata in un’esplosione di suoni ed energia. Il pubblico è intervenuto numeroso e partecipe, restituendo alla serata una dimensione autenticamente condivisa. In un contesto come quello attuale, in cui il significato della Liberazione non può essere dato per acquisito, iniziative di questo tipo assumono un valore che va oltre la semplice commemorazione. Il Circolo di Sant’Alessio si è confermato ancora una volta uno spazio adatto a ospitare questo confronto, capace di tenere insieme memoria, linguaggi contemporanei e una partecipazione reale. 5/5/2026
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