San Patrizio: 4 libri per brindare all’Irlanda

di Maria Elena Lippi   Il 17 marzo in Irlanda (e non solo) è il giorno di San Patrizio. Cappelli verdi, birra a fiumi e sessioni di gighe con violini e bodhrán sono d’obbligo. Anche voi subite il fascino di questa festa che si celebra ormai dal XVII secolo? Oltre a musica e bevande potreste assaporare un buon libro che rievochi l’Isola di Smeraldo. I primi a venire in mente sono i nomi di alcuni dei suoi figli più illustri: Oscar Wilde, James Joyce e William Butler Yeats. Ma abbiamo l’impressione che questi li conosciate già. Perciò abbiamo selezionato per voi quattro titoli che non possono mancare nella libreria di ogni buon irlandofilo.   1) Milkman di Anna Burns (Keller, 2019)     Premiato con il Man Booker Prize, il National Book Critics Circle Award e l’Orwell Prize for Political Fiction, Milkman è un romanzo privo di nomi e carico di Storia la cui protagonista, la diciottenne “Sorella di mezzo”, si muove sullo sfondo di una città altrettanto ignota, ma facilmente identificabile nella Belfast dei Troubles degli anni ’70. Sorella di mezzo cerca di condurre la sua vita fatta di lavoro, libri letti camminando per strada e incontri con il suo “forse-fidanzato”, mentre il mondo intorno a lei prende fuoco: lo scontro tra cattolici repubblicani, da un lato, e protestanti lealisti e forze di sicurezza britanniche, dall’altro, genera violenze e vittime ogni giorno. Sorella di mezzo cerca di evitare il caos e l’ipocrisia dei pettegolezzi dei membri della sua comunità, ma finisce per essere oggetto di curiosità e biasimo quando viene additata come amante di un uomo sposato, noto come “il lattaio”, che sembra avere un grado elevato nei ranghi dei paramilitari. Pur senza sfiorarla, quest’ultimo pedina la ragazza, la perseguita e le lascia intuire che un suo rifiuto non sarà ammesso. Bollata come “inaccettabile” dai suoi concittadini, coinvolta suo malgrado nelle complesse dinamiche politiche del suo tempo, Sorella di mezzo si trova vittima di una spirale di ansia e paura che logora le sue già precarie relazioni familiari e sociali e mina il rifugio di cultura e quieto vivere che credeva di aver costruito. Anna Burns ci regala il racconto dell’intreccio tra guerra civile e ordinarie crudeltà sociali, cui nessun individuo, in fin dei conti, riesce a sottrarsi. Una discesa negli inferi della natura umana che risuona anche oltre le rive d’Irlanda. Imperdibile.   2) Agnes Browne mamma di Brendan O’Carroll (BEAT Bestseller, 2023)       Ambientato nel 1967 in uno dei quartieri più poveri di Dublino, questo breve libro mescola comicità e malinconia mostrandoci un pezzo della vita di Agnes Browne, vedova e madre di sette figli. Per Agnes le giornate di duro lavoro sono rese sopportabili dalla migliore amica, Marion, dagli sgangherati, ma solidali colleghi del mercato di Moore Street e dai vinili di Cliff Richard. La prospettiva è ora quella della protagonista, ora quella di uno dei suoi bambini, in particolare, Mark e Cathy. Il primo, diventato “l’uomo di casa” in quanto figlio maggiore, si assume il peso di aiutare economicamente la madre; la seconda, unica femmina, affronta il crudele rigore della scuola cattolica da lei frequentata. La madre e i suoi piccoli devono fronteggiare incertezza, equivoci grotteschi, fatica e lutto. Eppure, ci sono anche affetto, voglia di riscatto e consapevolezza della propria dignità di persone, al di là di status sociale e miseria. Non mancherà qualche sorprendente colpo di scena. Agnes Browne mamma è un gioiello che celebra la tenacia dei “deboli” ed ha ispirato un ottimo film con Anjelica Huston del 1999. Vi consigliamo di recuperare entrambi!   3) Darkly Fantastic – Racconti perturbanti di sette autrici irlandesi con traduzione e cura di Giuseppina Brandi (ABEditore, 2025)     Con la sua grafica gotica e accattivante e le sue scelte di alto pregio, ABEditore si riconferma una realtà editoriale tra le più significative in circolazione per quanto riguarda il mondo dell’horror e del weird attraverso i secoli. In questo volume troverete i racconti di ben sette autrici irlandesi: Rosa Mulholland, Charlotte Riddell, B.M Croker, L.T. Meade, Dora Singerson Shorter, Katharine Tynan e Clotilde Graves. Tra case infestate, misteri da svelare e archetipi orrorifici, le trame restituiscono le voci di ciascuna scrittrice, mettendone in risalto la sensibilità artistica e l’abilità a destreggiarsi in un genere che anche in Irlanda, terra di folklore e leggende, è stato affrontato da penne autorevoli.   Ancora una volta, ABEditore compie un’operazione di salvataggio di storie lontane nel tempo e altrimenti sconosciute al grande pubblico. Non possiamo che essergliene grati.   4) Chiamalo amore di Francesca Romana Fabris (Carabba, 2023)     I romanzi intrisi di romanticismo e buoni sentimenti non fanno per voi? Bene, perché, a dispetto del nome, Chiamalo amore non ne contiene. Tra queste pagine, premiate dal Forum Traiani 2023, troverete la genesi di un desiderio viscerale che sfocia in passione amorosa, quella tra “M.” e un uomo che sembra essere davvero la sua metà e che si unisce e si separa da lei in un gioco di ricerca e distanza che sembra avere una sua scienza inconsapevole e un suo proprio equilibrio. E l’Irlanda? Altro non è che il maestoso sfondo contro il quale M. scrive le lettere con cui racconta questo amore e l’Amore, l’Eros in senso lato, che l’autrice, Francesca Romana Fabris, ritrae con decisione ed efficacia, forte della sua conoscenza dei classici della letteratura e filosofia antiche. Uno sfondo che respira in descrizioni magistrali di promontori e scogliere e che incarna il vigore e la profondità dei sentimenti narrati, con un gusto squisitamente romantico (nel senso della corrente artistica ottocentesca alla Friedrich, non di una comedy made in USA!). Un piccolo e intenso libro che non può mancare nella collezione di un bravo “irlandofilo”.   Avete scelto la vostra lettura? Allora mettetevi comodi con una pinta alla mano e… Sláinte!     13/03/2026