Lucca Capannori Underground Festival

I Not Moving ricevono il Premio Capannori Underground Festival 2025 per la diffusione della cultura underground

I Not Moving accendono il Capannori Underground Festival ’25

– di Amy Pandolfi   AL CAPANNORI UNDERGROUND FESTIVAL 2025 LA PRIMA PRESENTAZIONE ASSOLUTA DI THAT’S ALL FOLKS DEI NOT MOVING   La prima serata del Capannori Underground Festival non poteva sperare in un inizio più esplosivo. Domenica 9 novembre il palco ha vibrato sotto i colpi di un’icona del panorama underground italiano: i Not Moving, tornati a incendiare la platea con la prima presentazione assoluta del loro attesissimo e purtroppo, ultimo disco, That’s all folks! E per l’occasione i Not Moving hanno ricevuto il Premio Capannori Underground Festival per la diffusione della cultura underground.      La serata è stata aperta da CRP Collettivo Rivoluzionario Protosonico, costola musicale del Festival, con l’esecuzione della sigla che ha composto appositamente per questa edizione. Subito dopo il saluto da parte dell’amministrazione del Comune di Capannori con il consigliere Francesco Cerasomma, il direttore artistico del Festival Gianmarco Caselli ha intervistato la band mentre, nella seconda parte della serata, i Not Moving hanno eseguito alcuni brani storici del loro repertorio e, soprattutto, brani del loro ultimo album “That’s all folks!”     Il successo è stato assolutamente travolgente. Il locale è stato inondato da un bagno di folla che ha confermato la vitalità e la fame di musica autentica. Non solo giovani curiosi, ma anche, e soprattutto, i fan della prima ora. Tantissimi volti emozionati tra il pubblico seguivano la band fin dagli anni ottanta, un fiume di nostalgici e appassionati che ha reso l’atmosfera elettrica e commovente. La band ha saputo unire le generazioni, trasformando la presentazione del loro congedo discografico in una vera e propria festa del rock.   L’energia sul palco era palpabile, ma la vera chiave è il messaggio della band. I Not Moving si sono sempre mossi su un binario di libertà espressiva, preferendo l’istinto e la pura emozione alle rigide etichette di genere.     La band ha sottolineato con forza come il loro lavoro nasca da un profondo bisogno interiore, definendolo una vera e propria “scarica emozionale”, un linguaggio che va oltre la semplice nota e che parla direttamente al cuore. La band, pur essendo alla presentazione della loro ultima fatica, ha dimostrato una potenza e una coesione da veterani, celebrando una carriera che è stata un inno all’autenticità e all’anti-convenzionale.   La frontwoman ha espresso la profonda gratitudine per il pubblico, l’elemento che ha permesso al loro progetto di crescere e di non sentirsi mai “solo in un sogno”. Ha ribadito l’importanza di questo album come chiusura di un cerchio, ma anche come un tributo a quella creatività pura che ha mosso ogni loro passo. Si percepiva chiaramente il mix di gioia, malinconia e adrenalina di chi sta celebrando un’intera carriera.       Il Capannori Underground Festival, sin dalla sua nascita, si impegna a dare spazio a quelle realtà “libere dai vincoli” dell’industria. La scelta di aprire l’edizione con i Not Moving, un esempio di coerenza artistica decennale, è stata vincente e ha fissato subito uno standard elevatissimo per gli eventi a seguire.   Il Capannori Underground Festival è organizzato da V.A.G.A. (Visioni Atipiche Giovani Artisti) con il contributo  della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e del Comune di Capannori in collaborazione con Artemisia, ARCI  Lucca e Versilia, Effeottica Lucca e la mediapartenrship di La Settima Base, Riserva Indie e Radio Sankara.    

Capannori Underground Festival 2025

Capannori Underground Festival 2025

DOMENICA 9 NOVEMBRE AD ARTEMISIA INIZIA IL ‘CAPANNORI UNDERGROUND FESTIVAL 2025 ‘ In programma la prima presentazione assoluta  di “That’s all folks”, l’ultimo album dei Not Moving   Al via Capannori Underground Festival 2025  organizzato da V.A.G.A. (Visioni Atipiche Giovani Artisti) con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e del Comune di Capannori con un altro cartellone ricco di nomi della scena alternativa italiana e due prime presentazioni assolute.  “Questo festival rappresenta una proposta culturale importante, perché ha al centro la diffusione della cultura underground, in particolare per quanto riguarda la musica, con la partecipazione sia di artisti di fama nazionale, sia di artisti locali – afferma l’assessora alla cultura, Claudia Berti -.  Proponendo linguaggi creativi originali ed alternativi rispetto alla cultura tradizionale particolarmente interessanti per i giovani,  ci dà la possibilità di ampliare l’offerta culturale proposta dalla nostra amministrazione alla cittadinanza”. Il Festival inizia domenica 9 novembre con la prima presentazione assoluta di “That’s all folks” (LaPop/La Tempesta Dischi), l’ultimo album dei Not Moving, una delle band più rappresentative della storia della musica underground italiana.  Si prosegue domenica  23 novembre con un pomeriggio dedicato agli artisti del territorio: saranno infatti presenti l’attore Marco Brinzi, l’attrice Elisa D’Agostino, il fumettista Bigo, e verrà proiettata l’edizione 2025 di Visioni Underground. Gli ultimi due appuntamenti sono in programma a gennaio 2026: sabato 17 gennaio sarà ospite del Festival  Davide Toffolo, cantante dei Tre Allegri Ragazzi Morti e fumettista, con la partecipazione di Marco Bachi, bassista della Bandabardò. L’ultimo appuntamento in programma sabato 31 gennaio  è con Andrea Chimenti, già cantante dei Moda, con la prima presentazione assoluta del suo libro “Senza fermata” (Ronzani editore) con la partecipazione di Michele Rossi, direttore del Gabinetto scientifico letterario Vieusseux di Firenze e Antonio Aiazzi, storico tastierista dei Litfiba. A Not Moving, Toffolo e Chimenti sarà conferito il Premio Capannori Underground Festival per la diffusione della cultura underground. Presente alle varie serate la costola musicale del Festival, la band CRP Collettivo Rivoluzionario Protosonico che ha composto la sigla di questa edizione. Anche quest’anno il Festival si avvale di un manifesto d’autore realizzato come sempre nelle ultime edizioni da Enrica Giannasi.  Tutti gli appuntamenti si terranno al polo culturale Artemisia di Tassignano alle ore 17.15. L’ingresso è gratuito su prenotazione fino ad esaurimento posti scrivendo una mail a  associazionevaga@gmail.com  Il Capannori Underground Festival vede la collaborazione di  ARCI Lucca e Versilia, Effeottica Lucca e la mediapartenrship di La Settima Base, Riserva Indie e Radio Sankara.    

Gianni Maroccolo, il Sonatore di Basso

– di Gianmarco Caselli   Cosa si può dire di Gianni Maroccolo? Di tutto di più. Una vita immersa nel libero fluire della musica, quella di Maroccolo, uno dei personaggi più influenti e rappresentativi della musica alternativa italiana. Difficile definire o inquadrare Maroccolo (chiamato dagli amici anche Marok) in un ambito definito, perché è una personalità che si rinnova continuamente, non è inchiodato a stilemi che possano caratterizzarlo una volta per tutte. Forse chi può riuscirci meglio è proprio lui, e lo fa in “Memorie di un Sonatore di basso” (edito da Libri Aparte), un libro in cui racconta se stesso, le esperienze che più lo hanno segnato artisticamente arricchite con riflessioni e considerazioni di chi sembra non avere mai fatto un vero pensiero organico per la costruzione del proprio futuro.     Maroccolo pare vivere un eterno presente con la meravigliosa arte di inventarsi ogni giorno, lasciarsi fluire nel ritmo di una vita quasi panica come un elemento naturale di questo mondo. In “Memorie di un Sonatore di basso” emerge proprio questa dimensione di Marok che sottolinea più volte come anche il suo approccio alla musica sia più naturale e artigianale rispetto a tanti altri musicisti che si affidano alla tecnologia: la sua è la ricerca di un suono vivo, vissuto, non asettico, che contempli la partecipazione emotiva nell’atto della registrazione in studio evitando che la tecnologia ingabbi la cretività. Già il titolo del libro suggerisce un approccio particolare di Marok: non un bassista, ma appunto un “sonatore di basso”.   In questo libro Gianni si racconta, racconta la sua avventura prima nei Litfiba, poi nei CCCP, nei CSI e nei PGR fino alle più recenti collaborazioni. E non mancano i contributi di alcuni dei musicisti che hanno lavorato o tuttora lavorano con lui, come – per citarne alcuni – il fedele Antonio Aiazzi (storico tastierista dei Litfiba), Claudio Rocchi, Giovanni Lindo Ferretti, Giorgio Canali. Il libro ha preso anche forma di performance: “Il sonatore di basso” è un concerto con Gianni Maroccolo e Andrea Chimenti (chitarra e voce) cui noi abbiamo assistito a Santo Stefano di Magra il 5 luglio scorso nell’ambito di “Parole liberate”. Presente anche Mur Rouge che, oltre ad affiancare sul palco Chimenti e Maroccolo, ha trascritto più di cento linee di basso di Maroccolo raccolte in “Il sonatore di basso”, sempre per Libri Aparte.   Un concerto durante il quale non solo sono state eseguite musiche che hanno ripercorso la carriera artistica di Marok, ma durante il quale lo stesso “sonatore di basso” ha raccontato aneddoti e pensieri che si possono trovare anche nel libro. Dalla lettura emerge una carriera straordinaria e intensa e che talvolta  sembra quasi non essere del tutto presente nella sua importanza neppure a Maroccolo stesso che, non solo come musicista, ma anche come produttore di tantissimi gruppi, è un protagonista più che fondamentale per la musica alternativa italiana. Maroccolo è come il vento: passa, sconquassa con tranquillità ciò che incontra grazie alla propria musica e sembra non accorgersene, senza voltarsi a osservare ciò che ha lasciato dietro di sé.   14/07/2025

Gran finale Capannori Underground Festival

– di Chiara Di Vito –   Gran finale per il Capannori Underground Festival che – lo scorso 18 febbraio al Polo Culturale Artemisia di Capannori – ha chiuso questa edizione con un incontro davvero speciale. Protagonista della serata è stato Andy dei Bluvertigo, intervistato dal direttore artistico del Festival, Gianmarco Caselli, e dal noto conduttore di Videomusic, Rick Hutton. Una conversazione che ha rapito il pubblico, unendo aneddoti, risate e riflessioni sulla carriera e la vita di uno degli artisti più iconici degli anni ’90. L’incontro è stato preceduto dai saluti istituzionali di Claudia Berti, assessora alla cultura del Comune di Capannori e da un intervento dell’artista Enrica Giannasi, presentata da Chiara Venturini, che ha condiviso il suo approccio creativo nella realizzazione delle locandine per le ultime edizioni del festival, nonché per il CRP Collettivo Rivoluzionario Protosonico. Le sue opere, sempre originali e ricche di significato, hanno aggiunto una dimensione visiva unica all’atmosfera del Festival, creando un legame forte tra arte e musica.   Quando Andy è entrato in scena, l’entusiasmo della platea è stato palpabile. Era evidente che per molti, essere così vicini a uno dei propri idoli musicali fosse un momento da non dimenticare. La serata è volata via in un attimo, tra risate e chiacchiere sui mitici anni ’90, un periodo che ha segnato la vita di molti presenti. Eppure, non sono mancati momenti di grande intensità emotiva, come quando Andy ha parlato, con grande sincerità, del suo rapporto complicato con il padre. È stato un momento toccante, che ha reso la serata ancora più speciale, evidenziando la profonda umanità di questo artista.   Al termine dell’intervista, Erika Citti ha consegnato ad Andy il prestigioso Premio Capannori Underground Festival, un riconoscimento che celebra la sua carriera e il suo contributo alla musica.     Ma la serata non si è conclusa con la premiazione: Andy ha voluto regalare al pubblico un’esperienza unica, suonando dal vivo alcuni dei suoi brani preferiti, da Battiato a Bowie, confermando ancora una volta la sua versatilità e passione per la musica. Il gran finale ha superato ogni aspettativa: un’esibizione esplosiva che ha visto Andy e Rick Hutton unirsi al CRP Collettivo Rivoluzionario Protosonico per una performance inedita di uno dei nuovi pezzi che saranno presenti nel nuovo album del gruppo presto in uscita.     Insieme, hanno suonato un brano che mescolava tribalismo e psichedelia, con Andy che alternava elettronica e sax, Hutton e Andrea Ciolino alle chitarre elettriche, Gianmarco Caselli alle percussioni e Chiara Venturini alle tastiere. Il risultato è stato un mix di sonorità avvolgenti e sperimentali che ha coinvolto il pubblico in un viaggio musicale indimenticabile. La serata si è conclusa con un’esplosione di energia, un segno indelebile del successo di questa edizione del Festival.     Un bilancio positivo per il Capannori Underground Festival, che anche quest’anno ha saputo coniugare musica, arte e cultura, creando un’atmosfera unica e coinvolgente. Il Festival non è solo una rassegna di spettacoli, ma un luogo dove la musica e l’arte si incontrano e si arricchiscono reciprocamente, offrendo al pubblico un’esperienza che va oltre il semplice intrattenimento.       Il Capannori Underground Festival – Lucca Underground Festival è organizzato da V.A.G.A. (Visioni Atipiche Giovani Artisti) con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e del Comune di Capannori in collaborazione con ARCI Lucca e Versilia, Museo Athena, Artemisia, Sistema Museale Territoriale della Provincia di Lucca, Anffas, Il Restauro, Effeottica Lucca e la media partnership di La Settima Base, Riserva Indie e Radio Sankara.  

Archetti Maestri al Capannori Underground Festival

– di Chiara Di Vito –   Archetti Maestri e Dome La Muerte protagonisti del terzo appuntamento del Capannori Underground Festival tenutosi lo scorso sabato 11 gennaio, eccezionalmente nella sala del Consiglio Comunale in Piazza Aldo Moro a Capannori.     Un evento di grande impatto per coloro che hanno avuto l’opportunità di parteciparvi e che conferma la grande forza attrattiva di un festival che in pochi anni è diventato un punto di incontro per artisti così diversi tra loro ma uniti dalla voglia di fare musica insieme. Il Capannori Underground Festival – grazie al prezioso lavoro del suo direttore artistico Gianmarco Caselli e di tutte le persone che collaborano al progetto – è riuscito a creare una comunità e quello spazio di libertà d’espressione di cui le nuove generazioni hanno sempre più bisogno.     Il terzo appuntamento, dicevamo, ha visto protagonista lo storico cantante degli Yo Yo Mundi Paolo Enrico Archetti Maestri – intervistato da Gianmarco Caselli, Chiara Venturini e Dome La Muerte, che al festival è ormai di casa essendo stato ospite di tutte le ultime edizioni. Ripercorrendo la storia degli Yo Yo Mundi, che proseguono tuttora la loro attività musicale con passione e tenacia, Archetti Maestri ha raccontato al numeroso pubblico presente moltissimi aneddoti con la vitalità di chi ha fatto della musica la propria esistenza. In chiusura, il cantante ha inoltre presentato Amorabilia, il suo primo lavoro da solista di cui ha eseguito alcuni brani. Archetti Maestri ha ricevuto il Premio Capannori Underground Festival per la diffusione della cultura Underground.     A seguire, il CRP Collettivo Rivoluzionario Protosonico ha accompagnato musicalmente la proiezione di Visioni Underground – la rassegna di fotografie degli attivisti del Festival – per l’occasione arricchita dalle opere dei ragazzi del Liceo Artistico “A. Passaglia” di Lucca. Opere, quelle dei ragazzi, esposte in una mostra allestita al Museo Athena di Capannori tra novembre e dicembre dello scorso anno, e che sono state protagoniste del secondo appuntamento di questa edizione del Capannori Underground Festival. Una serata ricca di sorprese quella dello scorso sabato, che è riuscita a mettere insieme diverse generazioni di artisti, uniti dalla voglia di esprimersi per costruire, insieme, uno spazio di ricerca espressiva libera dall’omologazione culturale e da pregiudizi di ogni forma.     Una voglia di collaborare, unire le forze, che si è sintetizzata nel finale quando, per accompagnare musicalmente la performance di Enzo Correnti – l’Uomo Carta, Archetti Maestri e Dome La Muerte hanno suonato insieme al CRP un brano dell’album di prossima uscita, la coinvolgente e tribale Baccante.   Il quarto e ultimo appuntamento di questa edizione del Capannori Underground Festival si terrà sabato 18 gennaio alle ore 17.15, sempre al Polo Culturale Artemisia di Capannori, e vedrà protagonisti Andy dei Bluvertigo. Ingresso libero su prenotazione fino ad esaurimento posti scrivendo una mail a associazionevaga@gmail.com.   Il Capannori Underground Festival – Lucca Underground Festival è organizzato da V.A.G.A. (Visioni Atipiche Giovani Artisti) con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e del Comune di Capannori in collaborazione con ARCI Lucca e Versilia, Museo Athena, Artemisia, Sistema Museale Territoriale della Provincia di Lucca, Anffas, Il Restauro, Effeottica Lucca e la media partnership di La Settima Base, Riserva Indie e Radio Sankara.  

Marlene Kuntz Catartica 2024

I Marlene Kuntz a Livorno con la “data zero” del nuovo tour!

– di Gianmarco Caselli – Catartica dei Marlene Kuntz rivive nella “data zero” che fa partire il tour dedicato al trentennale del loro album d’esordio I Marlene hanno letteralmente inondato di fan il The Cage di Livorno con il concerto di presentazione di Catartica 2024, tour nato per celebrare i trenta anni dell’omonimo disco d’esordio della band: Catartica, appunto.   Per l’anniversario è uscita anche la ristampa di Catartica, sia in formato cd che in doppio lp, entrambi corredati da libretto con foto inedite e un box deluxe in edizione numerata e limitata. I Marlene Kuntz –  Cristiano Godano (voce e chitarra), Luca Lagash Saporiti (basso), Riccardo Tesio (chitarra), Davide Arneodo (tastiere) e Sergio Carnevale (batteria) – a Livorno hanno fatto rivivere ai fan la forza dirompente di un album che, quando uscì, segnò una nuova via della musica alternativa italiana. Un album che, a sentirlo suonare dal vivo oggi, stupisce ancora di più pensando a quanto abbia influito sulle band alternative italiane e a quanto fosse viva e attiva la musica nel nostro paese negli anni ‘90: ad ascoltare la musica banale e omologata che spadroneggia oggi in Italia, sembra quasi che quel periodo così musicalmente creativo e pieno di fermento culturale, non sia mai esistito. La band nel dicembre scorso ha ricevuto il Premio Ciampi alla carriera, e Godano ha anche ricevuto il Premio Lucca Capannori Underground Festival 2023 per la diffusione della cultura underground.     I Marlene dal vivo oggi sono ancora più potenti, un muro di suono esplode dal palco e affonda sul pubblico. Godano non si risparmia, salta e si infuria sulla chitarra. Ci sono pochissimi momenti di relativa quiete, la macchina dei Marlene travolge il tempo e fa sentire presenti e attuali gli anni ‘90. Godano parla poco, chiarisce che i brani di questo tour sono tutti “pre-2000” e i fan rispondono calorosamente, in particolare quando, al secondo bis, il cantante rende il giusto omaggio  all’ex batterista – tra i fondatori del gruppo – scomparso a marzo 2023: “Questo tour è dedicato a Luca Bergia che ha creato con noi Catartica.”   La scaletta del concerto: Trasudamerica Canzone di domani Gioia (che mi do) Fuoco su di te Aurora L’agguato Lamento dello sbronzo Mala mela 1° 2° 3° Infinità Ineluttabile Lieve Festa mesta Sonica Nuotando nell’ariaPrimo bis: Come stavamo ieri Ape regina M.K. Secondo bis: Ti voglio dire Bellezza 13/03/2024

CCCP Felicitazioni: il punk non è morto!

– di Gianmarco Caselli – Ultimissimi giorni per visitare la grande mostra “FELICITAZIONI! CCCP – Fedeli alla linea. 1984 – 2024” allestita ai Chiostri di San Pietro di Reggio Emilia: la mostra ha superato le 25.000 presenze nei primi tre mesi di apertura e la chiusura è stata prorogata al 10 marzo.   Una mostra che va in parallelo con il ritorno sulle scene dello storico gruppo punk emiliano. Una reunion che ha subito registrato il sold out con tre date a Berlino e che presto arriverà sui palchi italiani. Un ritorno che sembrava impensabile fino a che non sono apparsi i primi rumors nel 2022, anche se lo stesso Massimo Zamboni, al Lucca Capannori Underground Festival 2022 di cui era uno degli ospiti di punta, non si era allora pronunciato.     Della mostra si è detto e scritto di tutto e di più ma vi consigliamo vivamente, se non siete ancora andati a visitarla, di affrettarvi e farvi la vostra personale idea di questo viaggio che sicuramente sarà anche un po’ il vostro personale viaggio nell’universo musicale, ideologico e culturale che forse avete vissuto in quegli anni insieme alla band icona del punk italiano. L’ allestimento, fuori dall’ordinario senza ombra di dubbio, proietta il visitatore nel mondo dei CCCP attraverso ben 25 sale in un percorso che merita almeno due ore di visita. E non si tratta ovviamente di una sola esposizione di cimeli, anzi: si tratta soprattutto di una mostra immersiva, che fa sentire il visitatore parte di quel mondo, più o meno come può accadere durante un concerto o uno spettacolo.     Sono tanti e diversificati gli allestimenti nelle diverse stanze di questa mostra, così come sfaccettato, poliedrico e variegato era il mondo dei CCCP. Un mondo che si è complicato ancora di più dopo la rottura fra Zamboni e Ferretti e le  varie prese di posizione politiche del secondo (mentre invece Zamboni è sempre rimasto fedele alla linea). Così si passa da stanze dove possiamo ammirare cimeli e fotografie dei CCCP, ad altre in cui siamo immersi nella loro musica a tutto volume con altoparlanti che calano dal soffito, o in cui siamo sommersi da proiezioni video delle loro esibizioni o, ancora, dove dobbiamo passare in mezzo a gigantografie dei dirigenti dell’URSS e dei suoi stati satellite mentre siamo avvolti dalle note dell’Inno Sovietico. Perché sì, c’è anche questo ovviamente: la Storia, quella con la S maiuscola, e non potrebbe non essere presente in una mostra dedicata a un gruppo che già nel nome dà una chiara indicazione del proprio indirizzo ideologico. E questo è forse il primo vero impatto che abbiamo quando, nel chiostro principale subito poco dopo l’entrata, vediamo una Trabant accanto a un blocco del Muro di Berlino.     Tutto lascia una sensazione strana, stranissima. Ma emozionante. Per chi ha vissuto quei tempi, c’è sicuramente una punta di nostalgia che si affaccia, soprattutto pensando ai nostri, di tempi, con la musica italiana tendenzialmente appiattita su cliché e falsa provocazione. Difficilissimo pensare a un gruppo oggi che non nasca da una mera logica di mercato. Certo è che si prova anche un brivido pensando a quante analogie ci sono oggi con gli anni ’80, con il ritorno alla minaccia nucleare, al mondo diviso in due blocchi con una Russia antagonista dell’occidente. E allora forse non è un caso che appunto siano tornati i CCCP. E non importa se i nostri sono naturalmente invecchiati, anzi: il messaggio è ancora più potente, tornano da dove avevano finito senza cambiare una virgola, come se nel frattempo non fosse accaduto nulla. Sembra quasi che il messaggio sia che la band è tornata perché sono tornati tempi analoghi a quelli degli anni ’80 ma non c’è nessuno a fare quello che facevano loro, e qualcuno deve pur farlo: i CCCP. E questo conforta coloro che, ai tempi già li seguivano: il punk non è morto, i CCCP non sono morti, e pure i visitatori che sono cresciuti con loro e con la loro musica non si sentono più morti. Si sentono vivi, più vivi che mai come i CCCP. Impossibile rimanere indifferenti.   La mostra è stata prodotta e organizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani e dal Comune di Reggio Emilia. La grafica della pubblicazione e i loghi della mostra sono stati creati da Matteo Torcinovich per Interno4 edizioni. Il progetto allestitivo è curato da Stefania Vasques e si arricchisce dei contributi artistici di Arthur Duff, Roberto Pugliese, Stefano Roveda e Luca Prandini; il light design è firmato da Pasquale Mari. Il progetto espositivo è realizzato grazie ai Fondi europei della Regione Emilia-Romagna. Hanno contribuito alla realizzazione della mostra Coopservice e Coop Alleanza 3.0. 04/03/2024      

Spazio G43: la galleria alternativa di Prato, festeggia i suoi quattro anni con CRP Collettivo Rivoluzionario Protosonico

Lo SPAZIO G43, la più piccola galleria alternativa di Prato compie quattro anni e ha voluto festeggiarli sabato 3 febbraio con la musica dal vivo del gruppo industrial punk CRP Collettivo Rivoluzionario Protosonico che per la prima volta si è esibito con la nuova formazione.   Lo Spazio G43 è una galleria alternativa con una particolarità: nata durante il periodo pandemico, è piccolissima, misura solo 210 x 180 cm. La G43 è stata concepita da Enzo Correnti – noto artisticamente come Uomo Carta – in un disimpegno del proprio appartamento, ed è diventata in poco tempo un punto di riferimento per gli artisti alternativi.   Enzo Correnti è un artista performer, poeta visivo, mail artista, collagista, ideatore e curatore di “Esserci senza esserci” e molto altro ancora, e ha partecipato alle due ultime edizioni del Lucca Capannori Underground Festival.   Tornando allo Spazio G43, in questo “disimpegno” collocato tra le camere e il bagno, ci sono 5 porte e un frigo in disuso che diventano parte attiva della mini-galleria.   Può sembrare incredibile viste le sue piccole dimensioni, ma la galleria in questi anni è stata molto attiva: «Nei quattro anni di vita dello Spazio G43 − spiega Correnti − sono state ospitate quattro mostre personali, quattro collettive, letture di poesie, danza butoh, video-art, video performance, performance, ascolto di musica da vinili rari e musica dal vivo. Con questa mostra raccontiamo quattro anni di intenso lavoro di partecipazione, di sperimentazione, di incontri avvenuti allo Spazio G43: _guroga, artista venezuelana, ha realizzato tutte le locandine degli eventi esposte».   L’esibizione del CRP Collettivo Rivoluzionario Protosonico con la nuova formazione   Sorprese anche da parte dell’ospite d’onore, il gruppo industrial punk  di Capannori, CRP Collettivo Rivoluzionario Protosonico che ha aperto il live con un brano inedito e che si è esibito per la prima volta con la nuova formazione. Lo scorso dicembre, infatti, Chiara Venturini è stata annunciata sui social del CRP come nuova componente del gruppo: «Non vedevo l’ora di esibirmi come membro effettivo dei CRP, e averlo fatto per la prima volta in un contesto così particolare è stato ancor più siginficativo». «Lo Spazio G43 è una piccola grande realtà − affermano i CRP − capace di attrarre e coinvolgere numerosi artisti della scena culturale alternativa. Sono situazioni che ti aspetteresti di trovare a Berlino, e non in città italiane».     Spazio G43 polo di attrazione di artisti alternativi       Presenti al festeggiamento dei quattro anni della G43 numerosi artisti della scena culturale alternativa: Murat Onol che ha curato l’allestimento, Ina Ripari, Mattia Crisci e Lauraballa che operano a Prato, Ubaldo Molesti dell’area fiorentina e Maya Lopez Muro molto attiva nel mondo della mail art, Claudio Balducci fondatore e caporedattore di SCHEDA Metropolitana di Prato e infine l’esperto d’arte Contemporanea Piero Cantini che è stato anche l’allestitore delle mostre al Centro Pecci di Prato per una ventina di anni. Ha partecipato anche l’assessore alla cultura del Comune di Prato, Simone Mangani.   

OOOHM Festival

Al via OOOMH Festival (Out Of Ordinary Music Hills Festival) da un’idea di Antonio Aiazzi!

– di Gianmarco Caselli – Prende il via la prima edizione di OOOMH Festival (Out Of Ordinary Music Hills Festival), un festival musicale di “suoni diversi dal solito, ricercati, che vanno dall’elettronica all’ambient, dall’art rock alla sperimentazione” nato da un’idea di Antonio Aiazzi e Simone Stefanini. Tre giorni di musica in cui si esibiranno a Guardistallo, dal 19 al 21 gennaio 2024, artisti come il duo costituito dal membro fondatore degli  Einsturzende Neubauten, Alexander Hacke, con Danielle De Picciotto, e lo stesso Antonio Aiazzi con l’amico, nonché collega musicale dai tempi dei Litfiba, Gianni Maroccolo. Il Festival è organizzato da Arte Residente e Ass. Piccola Parigi. Abbiamo intervistato Antonio Aiazzi che, insieme a Gianni Maroccolo, a novembre scorso, è stato ospite di Lucca Capannori Underground Festival 2023. Durante l’evento, co-condotto da Master Mixo, Aiazzi e Maroccolo hanno ricevuto il Premio Lucca Capannori Underground Festival per la diffusione della cultura Underground.     Aiazzi, un Festival nuovo ha bisogno di una presentazione. Avevamo iniziato a ragionare all’interno dell’associazione Arte Residente di cominciare a fare un festival. L’occasione si è presentata perché abbiamo dei partner sulla costa, e uno di questi aveva ricevuto la proposta del concerto di Hacke-De Picciotto. È stata la scintilla per organizzare un festival a Guardistallo, un festival il cui titolo fa già capire che andiamo a fare cose fuori dall’ordinario.   OOOMH si terrà nel contesto del teatro Marchionneschi, un teatro di fine Ottocento nel borgo toscano di Guardistallo (PI), in una collina a due passi dal mare. Sì, a Guardistallo mi sono legato al Teatro Marchionneschi dove, quasi tre anni fa, abbiamo portato delle prove di Mephisto Ballad con Maroccolo, e da quel momento ho cominciato a fare una progettazione di gestione molto sperimentale: è un vero e proprio centro di produzione. Abbiamo acquistato varie tecnologie – come i mixer digitali – e i camerini sono stati trasformati in regie audio. Non è un teatro come si concepisce solitamente con la compagnia teatrale, gli spettacoli e gli abbonati. È un luogo dove si registrano dischi, si fanno residenze musicali, e abbiamo costituito una rete intorno al teatro che riguarda gli appartamenti per le residenze, convenzioni con ristoranti etc. È la forza del borgo. Tutto questo per adesso senza fondi istituzionali.   Fare un festival del genere oggi non è proprio facile. Ma è anche la sua forza. È anche una prova per capire il territorio, che fra l’altro ora, essendo sul mare, è anche al minimo della presenza. Ma dovevamo iniziare. Ci tenevo perché vorrei provare a fare anche un’edizione estiva. In questi primi tre eventi si passa dalla musica di Satie e Glass con il primo appuntamento che vede esibirsi Alessandra Celletti, a Hacke-De Picciotto con il mondo musicalmente sperimentale che si portano dietro; il terzo appuntamento, di pomeriggio, sarà con Fabio Capanni – musicista molto particolare che ha suonato tanto all’estero – insieme a me, Gianni Maroccolo e Luca Fucci. In questa occasione eseguirò due brani  “nuovi”: erano nel computer da anni e riascoltandoli li ho trovati bellissime.           Con Maroccolo proseguono amicizia e collaborazione. Dopo il bellissimo “Mephisto Ballad” avete già in mente altro? Qui arriverà una produzione per un progetto con lo scienziato Telmo Pievani e faremo uno spettacolo con la band di “Nulla è andato perso” su cui lavoreremo per almeno un mese, ma è solo una delle tante. Pensi che la musica alternativa stia ricostruendo un proprio habitat? Mah… secondo me è un problema che va oltre la musica. Si deve capire come riportare un pubblico a vedere un concerto. Se vai alla ricerca di cose fuori dagli schemi questo è un bacino ancora piccolo. Bisogna lavorarci tanto. Iniziamo un investimento. speriamo che possa venire supportato maggiormente durante l’estate.   17/01/2024