Bluvertigo, a Firenze il ritorno di una band che ha segnato la storia dell’alternative rock italiano
Ci sono reunion che vivono di nostalgia e altre che riescono a dimostrare di avere ancora qualcosa da dire. Quella dei Bluvertigo appartiene senza dubbio alla seconda categoria. A quasi trent’anni dalla nascita della band, il tour “Esseri Umani” segna il ritorno sul palco della formazione originale guidata da Morgan, affiancato da Andy, Livio Magnini e Sergio Carnevale, con l’aggiunta del polistrumentista Lele Battista. Noi de La Settima Base abbiamo assistito alla terza data del tour, il 19 luglio all’Anfiteatro delle Cascine Ernesto De Pascale di Firenze.
Fin dagli esordi, la band ha rappresentato un’anomalia nel panorama musicale italiano, introducendo un linguaggio capace di fondere alternative rock, elettronica e sperimentazione con una scrittura raffinata e profondamente contemporanea. Un’identità che, ancora oggi, conserva tutta la sua forza.

Ad aprire la serata sono stati i Manitoba, duo electro-rock fiorentino formato da Filippo Santini e Giorgia Rossi Monti. Attivi dal 2015, hanno raggiunto il grande pubblico grazie alla partecipazione a X Factor nel 2020, proponendo un set energico che ha preparato il pubblico all’arrivo dei Bluvertigo.
Il concerto prende il via con “Decadenza” e “Il Dio Denaro”, due brani tratti dall’album Acidi e Basi, che riportano immediatamente il pubblico nell’universo sonoro della band. La scaletta attraversa poi l’intera carriera del gruppo con alcuni dei brani più significativi di Zero, tra cui “Sono = Sono”, “La Comprensione” e “Forse”, quest’ultima interpretata da Andy. Non mancano “L’Assenzio (The Power of Nothing)”, presentata al Festival di Sanremo nel 2001, e la splendida “Cieli Neri”, tratta da Metallo Non Metallo, accolta con entusiasmo dal pubblico.
Tra un brano e l’altro Morgan dialoga spesso con il pubblico, ringraziando più volte i presenti e sottolineando quanto sia importante vedere le persone cantare insieme alla band. Momenti spontanei che contribuiscono a creare un clima di grande vicinanza tra artisti e spettatori.
Più che un semplice concerto, quello dei Bluvertigo è un vero e proprio percorso artistico costruito attorno al concetto di “Esseri Umani”, il tema che dà il nome al tour e che attraversa musica, immagini e parole. Ogni elemento della produzione contribuisce a sviluppare questa riflessione, trasformando il live in un’esperienza immersiva.
A colpire in modo particolare è l’identità visiva dello spettacolo. I visual, ideati e realizzati da Sergio Carnevale e Alex Tacchi, dialogano costantemente con la musica attraverso un linguaggio fatto di pixel, geometrie e richiami all’anatomia meccanica. Un immaginario che non si limita a fare da sfondo alla performance, ma ne amplifica il significato, accompagnando il pubblico in una riflessione sull’identità dell’uomo, capace di sopravvivere anche in un mondo governato da codici, algoritmi e sistemi.


Il pubblico risponde con entusiasmo, canta, applaude e balla per tutta la durata dello spettacolo, esplodendo soprattutto durante “La Crisi” e nel finale affidato ad “Altre Forme di Vita”. Tra i volti dei fan si scorgono anche lacrime di emozione e nostalgia, testimonianza del legame profondo che questa band continua a mantenere con chi l’ha seguita fin dagli esordi.
Quello di Firenze è stato un concerto intenso, della durata di circa due ore, capace di alternare sperimentazione sonora, grande qualità esecutiva e momenti di autentica riflessione. I Bluvertigo dimostrano di essere ancora una realtà viva e artisticamente rilevante, non una semplice operazione nostalgia. Se questo tour rappresenta un nuovo inizio, non possiamo che augurarci che sia anche il preludio a nuova musica. Nel frattempo, resta una sola cosa da dire: grazie per il concerto e bentornati.



