antonio aiazzi

Maroccolo e Race presentano “The Vigil”

– di Gianmarco Caselli   The Vigil, ovvero La Veglia, è il nuovo spettacolo musicale a firma Gianni Maroccolo. Uno spettacolo che è anche LP o CD, naturalmente, e che è stato scritto a quattro mani insieme a Hugo Race, membro dei The Wreckery, dei Bad Seeds, dei True Spirit e dei Fatalists. La prima assoluta di The Vigil è stata giovedì 9 ottobre al Brillante – Nuovo Teatro Lippi di Firenze e per l’occasione, nel pubblico, c’erano i compagni di viaggio storici di Gianni: Antonio Aiazzi, Ghigo Renzulli e Francesco Magnelli.   The Vigil è un album dark, per quanto sia limitante e difficile definirlo in un genere, arricchito dal vivo anche da proiezioni video che sottolineano lo sguardo allucinato dei protagonisti della vicenda: un gruppo di sopravvissuti in un mondo in cui non c’è più modo di comunicare, dà voce ai propri sentimenti e ai propri ricordi attorno al fuoco. È un album cupo in cui la musica si dipana come un filo continuo immergendo lo spettatore in un’atmosfera ipnotica, a tratti mantrica, fatta di suoni dilatati e spesso stranianti. Nonostante tutto è la veglia: un momento di passaggio, sospeso fra due dimensioni che portano con sé la paura e l’attesa, la speranza che con il mattino non inizi solo un nuovo giorno ma una nuova vita. E questo emerge in brani come Phoenix o quando meno te l’aspetti, magari con un sentimento di melanconia, fra vampe di sonorità a volte plumbee, a volte western, con la voce calda e profonda di Race che si alterna fra spoken e cantato.   Ad accompagnare Race e Maroccolo, sul palco è Andrea Pelosini alla batteria.   In una delle otto tracce (sette, se si considera che una è una ripresa), Where Does The Night, c’è la mano anche di Antonio Aiazzi che disegna una linea di pianoforte perfettamente sospesa fra melanconica e attesa e che fa sì che il brano possa essere quello che vi rimarrà più in testa una volta finito l’ascolto del disco insieme a Phoenix.   The Vigil, registrato fra il 2020 e il 2023 è stato pubblicato da Peer Music & Ala Bianca Group e vede anche la partecipazione di Nicola Baronti ai synth MS20, elettronica e percussioni. 10/10/2025

SOS Palestina! Da Firenze il grido contro la guerra

– di Gianmarco Caselli   Piero Pelù con Aiazzi e Maroccolo, Afterhours, Tre allegri ragazzi morti, Bandabardò: sono solo alcuni dei nomi delle band e degli artisti che hanno partecipato SOS PALESTINA, l’evento ideato da Pelù per raccogliere fondi a sostegno di Medici Senza Frontiere in Palestina e lanciare un grido contro ciò che sta avvenendo a Gaza.  E all’appello, giovedì 18 settembre, hanno risposto circa tremila persone facendo registrare ben presto il sold out all’Anfiteatro delle Cascine di Firenze.  SOS Palestina è stato un evento che rimmarrà nella storia della musica italiana.  È Pelù ad aprire la serata: “La situazione a Gaza e in Cisgiordania sta precipitando sempre di più. Ora c’è anche il black-out della rete per nascondere i crimini di guerra dell’esercito israeliano. Stiamo assistendo in diretta a un massacro di civili inermi, di operatori umanitari, di giornalisti.”   Tanti gli interventi, non solo musicali, da parte degli artisti che si sono esibiti, nei confronti della situazione che da quasi un anno a Gaza è disumana e insostenibile. Piero Pelù si è esibito con una maglietta su cui campeggiava la scritta Global Sumud Flottilla, e Manuel Agnelli degli Afterhours ha esteso il problema da Gaza al nostro immediato futuro invitando fortemente il pubblico ad andare a votare (e molti nel pubblico si chiedono: “quale partito?”) e di “fare pressione” prima che le cose peggiorino ulteriormente anche per noi. Sul palco, oltre agli artisti, testimonianze e interventi di Angelo Rusconi di Medici senza frontiere, Riccardo Noury per Amnesty International, Dario Salvetti del Collettivo di fabbrica dell’ex Gkn e Josè Nivoi, rappresentante del gruppo di portuali della Usb-Calp di Genova che si è collegato telefonicamente essendo parte della spedizione della Global Sumud Flotilla. “A Gaza in questo momento è l’inferno. Potrebbero essere le ultime ore di Gaza, speriamo di no”, ha detto  Rusconi, coordinatore di Medici senza Frontiere. “Dobbiamo tutti fare qualcosa” L’emozione è palpabile, durante gli interventi il silenzio è quasi irreale. È un popolo quello che si è radunato, quello della comunità italiana che sta dilagando nelle piazze di tutta Italia, che vuole un segnale dalle istituzioni affinché facciano qualcosa per far terminare il massacro. E quando scrosciano gli applausi dopo gli interventi, sventolano le bandiere palestinesi. A sorpresa poi Pelù annuncia che ci sarà un “bis” dell’evento, a giugno 2026. Ma, entusiasmo a parte, molti nel pubblico si guardano consapevoli che forse per quella data la Palestina non esisterà più. Ovazioni per gli interventi e le testimonianze e anche, ovviamente, per gli artisti: dopo l’apertura con Roy Paci con gli Aretuska, e i Patagarri, la serata si è infiammata con le altre band che si sono esibite gratuitamente. Entusiasmo palpabile in particolare per l’esibizione di Tre allegri ragazzi morti, Ginevra Di Marco accompagnata da Francesco Magnelli e Pino Gulli, e per la Bandabardò che ha fatto letteralmente ballare l’Anfiteatro. Grande chiusura con gli Afterhours e, ovviamente, Piero Pelù che, dopo “Io ci sarò” e “Bomba boomerang” accompagnato da I Bandidos, ha chiuso l’evento insieme a Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo per “Il vento” e “Eroi nel vento.”   20/09/2025  

Gianni Maroccolo, il Sonatore di Basso

– di Gianmarco Caselli   Cosa si può dire di Gianni Maroccolo? Di tutto di più. Una vita immersa nel libero fluire della musica, quella di Maroccolo, uno dei personaggi più influenti e rappresentativi della musica alternativa italiana. Difficile definire o inquadrare Maroccolo (chiamato dagli amici anche Marok) in un ambito definito, perché è una personalità che si rinnova continuamente, non è inchiodato a stilemi che possano caratterizzarlo una volta per tutte. Forse chi può riuscirci meglio è proprio lui, e lo fa in “Memorie di un Sonatore di basso” (edito da Libri Aparte), un libro in cui racconta se stesso, le esperienze che più lo hanno segnato artisticamente arricchite con riflessioni e considerazioni di chi sembra non avere mai fatto un vero pensiero organico per la costruzione del proprio futuro.     Maroccolo pare vivere un eterno presente con la meravigliosa arte di inventarsi ogni giorno, lasciarsi fluire nel ritmo di una vita quasi panica come un elemento naturale di questo mondo. In “Memorie di un Sonatore di basso” emerge proprio questa dimensione di Marok che sottolinea più volte come anche il suo approccio alla musica sia più naturale e artigianale rispetto a tanti altri musicisti che si affidano alla tecnologia: la sua è la ricerca di un suono vivo, vissuto, non asettico, che contempli la partecipazione emotiva nell’atto della registrazione in studio evitando che la tecnologia ingabbi la cretività. Già il titolo del libro suggerisce un approccio particolare di Marok: non un bassista, ma appunto un “sonatore di basso”.   In questo libro Gianni si racconta, racconta la sua avventura prima nei Litfiba, poi nei CCCP, nei CSI e nei PGR fino alle più recenti collaborazioni. E non mancano i contributi di alcuni dei musicisti che hanno lavorato o tuttora lavorano con lui, come – per citarne alcuni – il fedele Antonio Aiazzi (storico tastierista dei Litfiba), Claudio Rocchi, Giovanni Lindo Ferretti, Giorgio Canali. Il libro ha preso anche forma di performance: “Il sonatore di basso” è un concerto con Gianni Maroccolo e Andrea Chimenti (chitarra e voce) cui noi abbiamo assistito a Santo Stefano di Magra il 5 luglio scorso nell’ambito di “Parole liberate”. Presente anche Mur Rouge che, oltre ad affiancare sul palco Chimenti e Maroccolo, ha trascritto più di cento linee di basso di Maroccolo raccolte in “Il sonatore di basso”, sempre per Libri Aparte.   Un concerto durante il quale non solo sono state eseguite musiche che hanno ripercorso la carriera artistica di Marok, ma durante il quale lo stesso “sonatore di basso” ha raccontato aneddoti e pensieri che si possono trovare anche nel libro. Dalla lettura emerge una carriera straordinaria e intensa e che talvolta  sembra quasi non essere del tutto presente nella sua importanza neppure a Maroccolo stesso che, non solo come musicista, ma anche come produttore di tantissimi gruppi, è un protagonista più che fondamentale per la musica alternativa italiana. Maroccolo è come il vento: passa, sconquassa con tranquillità ciò che incontra grazie alla propria musica e sembra non accorgersene, senza voltarsi a osservare ciò che ha lasciato dietro di sé.   14/07/2025

Piero Pelù: El Diablo è tornato !

– di Gianmarco Caselli – Si è concluso venerdì 16 maggio scorso con il tutto esaurito al Viper Theatre di Firenze Il ritorno del Diablo Tour 2025 con cui Piero Pelù ha portato sul palco una carrellata di successi e anniversari della sua carriera solista e dei Litfiba. Non sono solo i 35 anni di El Diablo: sono infatti anche i 25 di Né buoni né cattivi, i 30 di Spirito, i 40 di Desaparecido. Un vero e proprio Giubileo del Rock. E per celebrare degnamente il tutto, ad accompagnare Piero, oltre all’infaticabile Luca Martelli “Mitraglia” (batteria), Amudi Safa (chitarra) e Max Gelsi “Sigel” (basso), alle tastiere è tornato il mitico Antonio Aiazzi. Aiazzi indossa non a caso una maglietta di Eneide con sopra una camicia. Ogni volta che la tastiera è più presente, nella sala si sprigiona un’atmosfera unica che fa sognare i fan dei Litfiba. Piero è sempre Piero, che piaccia o no, ma con le cuffie per proteggere l’udito. E anzi invita (a gesti durante l’esibizione) a farle mettere anche ai più piccoli presenti allo spettacolo. Quindi, per le nuove date che sono state annunciate a partire da ottobre, se avete intenzione di portare i figli più piccoli, portate anche le cuffie antirumore.     Lo spettacolo si apre appunto con Lo spettacolo e da quel momento in poi non c’è un attimo di riposo. Si prosegue con Eroi nel vento e si toccano altri grandi successi dei Litfiba come La preda, No frontiere, El diablo e tanto ancora. Non mancano ovviamente brani della carriera solista di Pelù come Novichock o Toro Loco. L’energia che si sprigiona nella sala è feroce e gioiosa allo stesso tempo, si passa dalla rabbia allo scherzo con naturalezza, e Piero fa incetta di reggiseni che dalla platea volano sul palco. Il rocker toscano non si tiene, ne ha per tutti, soprattutto per i signori delle guerre, invoca la pace più volte, canta una emozionante versione di Istanbul dietro la bandiera della Palestina e quella del Kurdistan. Quello di Pelù è un coraggio non indifferente di questi tempi, una posizione che mantiene l’artista nell’alveo dell’impegno civile e umanitario, una missione che tanti altri rocker hanno completamente dimenticato. E per finire, tutto il gruppo, quando arriva al momento dei saluti, canta Bella ciao. E tutto il pubblico canta insieme a loro. 19/05/2025

La Bandabardò apre il Capannori Underground Festival

Tutto esaurito per la serata di apertura dell’edizione 2024 del Capannori Underground Festival con  Finaz, Nuto e Don Bachi della Bandabardò. “Una band che non ha certo bisogno di presentazioni – afferma Gianmarco Caselli, direttore artistico del Festival – e che negli anni ha fatto e fa ballare nelle piazze migliaia di giovani intrecciando voglia di stare insieme, di divertirsi, con valori e ideali per una società migliore.” La Bandabardò ha una storia che è quasi una fiaba: si è fatta le ossa macinando concerti su concerti, i componenti del gruppo sono quasi una famiglia che ha viaggiato insieme per anni sul furgone spostandosi da un palco all’altro ed è cresciuta e si è fatta notare proprio grazie ai suoi numerosi live prima ancora che sul mercato discografico. È il rapporto con i fan che,  alimentandosi concerto dopo concerto, ha decretato la solidità di un gruppo che con la piazza, con il pubblico, è stato fin dall’inizio legato in un sodalizio quasi immediato e spontaneo. Una band che ha proposto una musica nuova, gioiosa, fresca e viva. La Bandabardò non si è fermata nonostante la triste scomparsa di Erriquez, lo storico cantante del gruppo, una scomparsa improvvisa che ha sconvolto il panorama musicale italiano. La Bandabardò però ha proseguito grazie anche all’amico Cisco Bellotti, e noi l’abbiamo seguita in questa loro nuova storia come vi abbiamo raccontato anche l’estate scorsa nel nostro servizio.     Quello del Capannori Underground Festival evento imperdibile per tutti gli appassionati della band: durante l’incontro che si terrà al Polo Culturale Artemisia (Tassignano-Capannori) i tre componenti del gruppo presenteranno il libro “Se mi rilasso collasso” edito da Baldini e Castoldi. E per l’evento sarà presente, ad affiancare Gianmarco Caselli, direttore artistico del Festival, anche Antonio Aiazzi, lo storico tastierista dei Litfiba che l’anno scorso era presente come ospite insieme a Gianni Maroccolo.   Nel libro sono raccontati i trenta anni di storia della  band nata nel ’93, in anni gloriosi per la musica alternativa italiana. Così la raccontano gli stessi membri della Bandabardò: “Trent’anni di storia, la nostra, fatta di percorsi quasi mai semplici e spesso lontani dalle strade maestre, una storia che si intreccia con gli ultimi trent’anni di questo Paese meraviglioso e contraddittorio e che ci rammenta cosa sono state la musica, la politica, la vita in tour, la gavetta, la discografia e come tutte queste cose sono cambiate con noi, accanto a noi.”   L’ingresso è libero su prenotazione fino ad esaurimento posti scrivendo una mail a associazionevaga@gmail.com. Lo staff invita a prenotare e a mettersi in lista d’attesa nonostante l’evento sia già sold out. Il Capannori Underground Festival è organizzato da V.A.G.A. (Visioni Atipiche Giovani Artisti) con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e del Comune di Capannori in collaborazione con ARCI LUCCA E VERSILIA, Museo Athena, Artemisia, Sistema Museale Territoriale della Provincia di Lucca, Anffas, Il Restauro, Effeottica Lucca e la mediapartenrship di La Settima Base, Riserva Indie e Radio Sankara.

Capannori Underground Festival 2024 Lucca Underground Festival 2024

Capannori Underground Festival 2024: ci siamo!

Al via Capannori Underground Festival 2024 con quattro eventi e tanti nomi di primo ordine della musica alternativa italiana.     Quest’anno gli appuntamenti saranno scaglionati in due mesi: due a novembre 2024 e due a gennaio 2025. Oltre agli ospiti torneranno anche quest’anno il noto conduttore radiofonico di Radio Capital, Master Mixo, e Dome La Muerte nella veste ci co-conduttori; a loro si aggiunge anche Antonio Aiazzi, storico tastierista dei Litfiba, già ospite del Festival edizione 2023. Si inizia  il 10 novembre con Finaz, Nuto e Don Bachi della Bandabardò che presenteranno il libro sulla storia della band, “Se mi rilasso collasso” con la co-conduzione di Aiazzi. Si prosegue il 30 novembre con una mostra dei ragazzi del Liceo Artistico “A. Passaglia” di Lucca introdotta da una performance di CRP Collettivo Rivoluzionario Protosonico, costola musicale del Festival. Si riprende l’11 gennaio 2025 con Paolo Archetti Maestri degli Yo Yo Mundi e la co-conduzione di Dome La Muerte . La serata sarà inoltre arricchita dalla consueta proeizione fotografica di Visioni Underground accompaganta dalla performance di CRP Collettivo Rivoluzionario Protosonico e Enzo Correnti, l’Uomo Carta. Si chiude il 18 gennaio con Andy dei Bluvertigo e la co-conduzione di Master Mixo. Tutti gli eventi saranno condotti da Gianmarco Caselli, direttore artistico del Festival; la locandina è realizzata come sempre negli ultimi anni, da Enrica Giannasi. Tutti gli appuntamenti si tengono ad Artemisia alle 17.15 con l’eccezione di quello del 30 novembre che si terrà ad Athena. L’ingresso è libero su prenotazione fino ad asaurimento posti scrivendo una mail a associazionevaga@gmail.com. Il Capannori Underground Festival è organizzato da V.A.G.A. (Visioni Atipiche Giovani Artisti) con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e del Comune di Capannori in collaborazione con ARCI LUCCA E VERSILIA, Museo Athena, Artemisia, Sistema Museale Territoriale della Provincia di Lucca, Anffas, Il Restauro, Effeottica Lucca e la mediapartenrship di La Settima Base, Riserva Indie e Radio Sankara.

OOOHM Festival

Al via OOOMH Festival (Out Of Ordinary Music Hills Festival) da un’idea di Antonio Aiazzi!

– di Gianmarco Caselli – Prende il via la prima edizione di OOOMH Festival (Out Of Ordinary Music Hills Festival), un festival musicale di “suoni diversi dal solito, ricercati, che vanno dall’elettronica all’ambient, dall’art rock alla sperimentazione” nato da un’idea di Antonio Aiazzi e Simone Stefanini. Tre giorni di musica in cui si esibiranno a Guardistallo, dal 19 al 21 gennaio 2024, artisti come il duo costituito dal membro fondatore degli  Einsturzende Neubauten, Alexander Hacke, con Danielle De Picciotto, e lo stesso Antonio Aiazzi con l’amico, nonché collega musicale dai tempi dei Litfiba, Gianni Maroccolo. Il Festival è organizzato da Arte Residente e Ass. Piccola Parigi. Abbiamo intervistato Antonio Aiazzi che, insieme a Gianni Maroccolo, a novembre scorso, è stato ospite di Lucca Capannori Underground Festival 2023. Durante l’evento, co-condotto da Master Mixo, Aiazzi e Maroccolo hanno ricevuto il Premio Lucca Capannori Underground Festival per la diffusione della cultura Underground.     Aiazzi, un Festival nuovo ha bisogno di una presentazione. Avevamo iniziato a ragionare all’interno dell’associazione Arte Residente di cominciare a fare un festival. L’occasione si è presentata perché abbiamo dei partner sulla costa, e uno di questi aveva ricevuto la proposta del concerto di Hacke-De Picciotto. È stata la scintilla per organizzare un festival a Guardistallo, un festival il cui titolo fa già capire che andiamo a fare cose fuori dall’ordinario.   OOOMH si terrà nel contesto del teatro Marchionneschi, un teatro di fine Ottocento nel borgo toscano di Guardistallo (PI), in una collina a due passi dal mare. Sì, a Guardistallo mi sono legato al Teatro Marchionneschi dove, quasi tre anni fa, abbiamo portato delle prove di Mephisto Ballad con Maroccolo, e da quel momento ho cominciato a fare una progettazione di gestione molto sperimentale: è un vero e proprio centro di produzione. Abbiamo acquistato varie tecnologie – come i mixer digitali – e i camerini sono stati trasformati in regie audio. Non è un teatro come si concepisce solitamente con la compagnia teatrale, gli spettacoli e gli abbonati. È un luogo dove si registrano dischi, si fanno residenze musicali, e abbiamo costituito una rete intorno al teatro che riguarda gli appartamenti per le residenze, convenzioni con ristoranti etc. È la forza del borgo. Tutto questo per adesso senza fondi istituzionali.   Fare un festival del genere oggi non è proprio facile. Ma è anche la sua forza. È anche una prova per capire il territorio, che fra l’altro ora, essendo sul mare, è anche al minimo della presenza. Ma dovevamo iniziare. Ci tenevo perché vorrei provare a fare anche un’edizione estiva. In questi primi tre eventi si passa dalla musica di Satie e Glass con il primo appuntamento che vede esibirsi Alessandra Celletti, a Hacke-De Picciotto con il mondo musicalmente sperimentale che si portano dietro; il terzo appuntamento, di pomeriggio, sarà con Fabio Capanni – musicista molto particolare che ha suonato tanto all’estero – insieme a me, Gianni Maroccolo e Luca Fucci. In questa occasione eseguirò due brani  “nuovi”: erano nel computer da anni e riascoltandoli li ho trovati bellissime.           Con Maroccolo proseguono amicizia e collaborazione. Dopo il bellissimo “Mephisto Ballad” avete già in mente altro? Qui arriverà una produzione per un progetto con lo scienziato Telmo Pievani e faremo uno spettacolo con la band di “Nulla è andato perso” su cui lavoreremo per almeno un mese, ma è solo una delle tante. Pensi che la musica alternativa stia ricostruendo un proprio habitat? Mah… secondo me è un problema che va oltre la musica. Si deve capire come riportare un pubblico a vedere un concerto. Se vai alla ricerca di cose fuori dagli schemi questo è un bacino ancora piccolo. Bisogna lavorarci tanto. Iniziamo un investimento. speriamo che possa venire supportato maggiormente durante l’estate.   17/01/2024