I Die Toten Hosen spaccano con l’unica data del tour in Italia

Concerto fenomenale, una scarica di energia ai massimi livelli grazie a Die Toten Hosen, la band icona del punk tedesco che si è esibita ieri, giovedì 28 maggio 2026, all’Alcatraz di Milano per l’unica data italiana eccezionale e indimenticabile: “TRINK AUS! WIR MÜSSEN GEHEN – TOUR 2026 – AMICHEVOLE GERMANIA – ITALIA.” 

 

Una serata da incorniciare anche perché si è trattato non solo dell’unica data italiana del nuovo tour, ma di uno degli unici due warm up previsti; considerando poi che questo è il loro ultimo tour, a meno che non ci siano sorprese, si è trattato dell’ultima data in Italia nella storia dei Toten Hosen.

 

Die Toten Hosen Amichevole Germania-Italia


Ma come se non bastasse, a impreziosire la serata è stato anche il fatto che il concerto ha coinciso proprio con la data di uscita del nuovo e ultimo album che ha un titolo che non lascia spazio a ripensamenti riguardo alla chiusura della storia:  “Trink aus, wir müssen gehen!”. E visto che c’erano, i Toten hanno deciso di festeggiare facendo
uscire in contemporanea anche un altro album, “Alles muss raus!” contenente cover di musicisti con cui hanno avuto qualcosa da condividere.

 

 

Fan di lunga data rigorosamente con magliette che ripercorrono l’intera carriera della band. Ma la cosa che incuriosisce e di più è la notevole quantità di seguaci dei Toten accorsi dalla Germania per questa data particolare. Quelli attorno a me sono tedeschi, le persone che trovo in bagno sono tedesche, in fila al bar sono tedeschi. Se qualcuno si rivolge a me, mi parla in modo del tutto naturale in tedesco. Mi pare di essere in Germania: per fortuna ho un lungo rapporto di amore con quel paese e mi sento a mio agio. Probabilmente sono stati attratti dal fatto che non solo è l’occasione per sentire i nuovi brani prima ancora che esca l’album ma è anche un warm-up che offre la possibilità di vedere i propri idoli in un ambiente più intimo rispetto ai grandi concerti cui sono abituati in Germania. Lo stesso Campino, dopo qualche parola in inglese, conscio del fatto che il pubblico sia quasi esclusivamente costituito da tedeschi, parla in tedesco.

 

Lo spettacolo è stato ai massimi livelli come sempre. I Toten sprigionano un’energia incredibile sul palco con quel misto fra divertimento, ironia, rabbia e testi politicamente impegnati che li ha resi unici. Entusiasmo da parte di un pubblico eterogeneo per quel che riguarda l’età essendo la band nata nei primissimi anni ’80.

 

 

Non saranno più ventenni i cinque signori sul palco ma l’energia rimane la solita, saltano e corrono da una parte e l’altra senza ripsarmiarsi . La scenografia praticamente non esiste: niente effetti speciali, niente trucchi, solo la forza coinvolgente dei cinque Toten sul palco: la voce di Campino non è per niente invecchiata mentre beffardamente continua a urlare, ringhiare sorridente e modulare sulle linee da ballata, e i quattro compari di viaggio non sono da meno con gli strumenti.

Pubblico scatenato fra cori e pogo da sfinimento. Sono veri fan, conoscono le movenze che si devono fare per specifici brani, conoscono tutti i testi. In alcuni momenti un paio di ragazze vengono messe in piedi sulle spalle di altri a sventolare bandiere del gruppo senza accennare un minimo tentennamento nonostante il pogo. Vengono in mente gli atleti dell’Unione Sovietica. Non manca, fra l’altro, un grande gruppo di fan argentini.

 

Nella scaletta la band ha ripercorso i successi della propria carriera ma anche ben nove brani del nuovo album che abbiamo sentito in questa indimenticabile serata e che ascolteremo con calma nello stereo di casa traccia dopo traccia; di certo possiamo dire che si collocano nello stile dei Toten senza fare alcuno sconto a nessuno e senza fare alcun passo indietro. 

 

 

Il live inizia subito alla grande con pezzi potenti, diretti al cuore del pubblico, si infiamma con Auswärtsspiel e si prosegue con altri che hanno fatto la storia dei Toten Hosen come Liebeslied, Wünsch dir was, Hier Kommt Alex, Bonnie & Clyde, Paradies. Brani che non hanno bisogno di presentazioni e fanno letteralmente impazzire i fan. 

 

L’interazione fra i Toten Hosen e il pubblico è qualcosa che viene da sé, naturale potremmo dire, e del resto la band tedesca fin dagli esordi è ben abituata a questo tipo di rapporto, è quasi un dialogo alla pari, non un rito come accade in altri concerti: i Toten Hosen non si pongono su un piedistallo, i testi non sono verità calate dall’alto da parte di qualcuno che si sente dio, e questo rende il loro messaggio ancor più diretto e convincente. 

 

Die Toten Hosen-ph-Donata Wenders
Die Toten Hosen-ph-Donata Wenders

Si chiude con ben tre bis e all’interno del secondo non poteva mancare la “cover” di Azzurro in versione punk introdotta da Campino che specifica come questo brano realizzato nel 1990, sia stato, da parte dei Toten, una “dichiarazione di amore”. Poi si dimentica alcune parole e se le inventa, ma probabilmente l’ha capito solo quella piccola percentuale di pubblico italiano.

Una botta di vita incredibile, i Toten mancheranno sicuramente nel panorama del punk europeo, ma almeno hanno chiuso in bellezza. Un vero peccato non avere altre date nella penisola. Per la cronaca: il tour prosegue per tutto il 2027 ma le date del 2026, con l’eccezione delle tre aggiunte da poco in Argentina, sono già sold out da un bel po’.

 

 

29/05/2026

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