tre allegri ragazzi morti

I volti di Toffolo al Festival underground

di Maria Elena Lippi   L’anno si è aperto in grande stile per il Capannori Underground Festival, che sabato 17 gennaio ha registrato il tutto esaurito per Davide Toffolo, frontman del gruppo alternative rock Tre Allegri Ragazzi Morti. Anche da dietro la maschera-teschio che caratterizza i membri dei TARM, Toffolo ha mostrato i suoi vari volti, dando prova di una poliedricità che lo ha portato ad essere cantante, chitarrista, fumettista e autore di numerose graphic novel.   Nella prima parte dell’incontro, l’intervista a cura di Gianmarco Caselli, direttore artistico del Festival, e Marco Bachi, bassista della Bandabardò, ha guidato il pubblico nell’universo creativo di Toffolo. L’artista ha ripercorso la sua carriera e la sua storia personale, ricordando le prime esperienze artistiche a Pordenone e gli stralci di vita da lui rielaborati tramite parole e disegni. Con il supporto di un proiettore, Toffolo ha mostrato le copertine e le tavole di alcuni dei suoi lavori più importanti, da Animali, nato proprio dalla testimonianza delle vicende dei quartieri popolari, a Cinque Allegri Ragazzi Morti e Intervista a Pasolini, passando per la rivista antologica Dinamite, da lui ideata nel 1995 insieme a Giovanni Mattioli per dare voce alle anime del fumetto indipendente italiano. La conversazione è stata interrotta da una piacevole sorpresa: l’arrivo di una piccola torta con tanto di candelina per festeggiare il compleanno dell’artista, che, per una fortunata coincidenza, cadeva proprio il 17 gennaio.     Dopo l’intervista, Toffolo ha regalato un’intensa performance di numerosi successi dei TARM, in un flusso travolgente e pressoché continuo di note. I testi di Toffolo fondono realtà e sogno, critica sociale e malinconia, parlando sia d’amore che di quel delicato periodo di transizione e speranza che è l’adolescenza. Di grande emozione è stato il momento in cui il pubblico ha intonato all’unisono il ritornello de Il mondo prima. Anche Marco Bachi ha dato il suo sempre magistrale sostegno musicale con il basso sul brano Io e il demonio, il graffiante adattamento realizzato dallo stesso Toffolo di Me And The Devil Blues di Robert Johnson.     Al termine della performance, l’artista ha ricevuto dalle mani di Gianmarco Caselli ed Erika Citti il Premio Capannori Underground Festival per la diffusione della cultura Underground ed i saluti del Comune di Capannori, portati dall’assessora Claudia Berti.   La serata si è conclusa con l’immancabile sigla finale, composta dai CRP per il CUF 2025. Per l’occasione, Toffolo si è unito con il suo sax ai CRP Collettivo Rivoluzionario Protosonico e a Marco Bachi, suonando anche in mezzo al pubblico e alimentando ulteriormente il forte coinvolgimento che ha caratterizzato l’intero evento. Nel finale è intervenuta anche l’assessora alla cultura del Comune di Capannori, Claudia Berti, che ha ribadito l’importanza del Festival, in particolare per le nuove generazioni.   Un altro grande successo per il CUF e per l’associazione V.A.G.A. (Visioni Atipiche Giovani Artisti) che lo organizza. L’ultimo appuntamento è il 31 gennaio con Andrea Chimenti, già cantante dei Moda, con la prima presentazione in assoluto del suo libro Senza fermata. Saranno presenti anche Michele Rossi, direttore del Gabinetto scientifico letterario Vieusseux di Firenze, e Antonio Aiazzi, storico tastierista dei Litfiba.    

SOS Palestina! Da Firenze il grido contro la guerra

– di Gianmarco Caselli   Piero Pelù con Aiazzi e Maroccolo, Afterhours, Tre allegri ragazzi morti, Bandabardò: sono solo alcuni dei nomi delle band e degli artisti che hanno partecipato SOS PALESTINA, l’evento ideato da Pelù per raccogliere fondi a sostegno di Medici Senza Frontiere in Palestina e lanciare un grido contro ciò che sta avvenendo a Gaza.  E all’appello, giovedì 18 settembre, hanno risposto circa tremila persone facendo registrare ben presto il sold out all’Anfiteatro delle Cascine di Firenze.  SOS Palestina è stato un evento che rimmarrà nella storia della musica italiana.  È Pelù ad aprire la serata: “La situazione a Gaza e in Cisgiordania sta precipitando sempre di più. Ora c’è anche il black-out della rete per nascondere i crimini di guerra dell’esercito israeliano. Stiamo assistendo in diretta a un massacro di civili inermi, di operatori umanitari, di giornalisti.”   Tanti gli interventi, non solo musicali, da parte degli artisti che si sono esibiti, nei confronti della situazione che da quasi un anno a Gaza è disumana e insostenibile. Piero Pelù si è esibito con una maglietta su cui campeggiava la scritta Global Sumud Flottilla, e Manuel Agnelli degli Afterhours ha esteso il problema da Gaza al nostro immediato futuro invitando fortemente il pubblico ad andare a votare (e molti nel pubblico si chiedono: “quale partito?”) e di “fare pressione” prima che le cose peggiorino ulteriormente anche per noi. Sul palco, oltre agli artisti, testimonianze e interventi di Angelo Rusconi di Medici senza frontiere, Riccardo Noury per Amnesty International, Dario Salvetti del Collettivo di fabbrica dell’ex Gkn e Josè Nivoi, rappresentante del gruppo di portuali della Usb-Calp di Genova che si è collegato telefonicamente essendo parte della spedizione della Global Sumud Flotilla. “A Gaza in questo momento è l’inferno. Potrebbero essere le ultime ore di Gaza, speriamo di no”, ha detto  Rusconi, coordinatore di Medici senza Frontiere. “Dobbiamo tutti fare qualcosa” L’emozione è palpabile, durante gli interventi il silenzio è quasi irreale. È un popolo quello che si è radunato, quello della comunità italiana che sta dilagando nelle piazze di tutta Italia, che vuole un segnale dalle istituzioni affinché facciano qualcosa per far terminare il massacro. E quando scrosciano gli applausi dopo gli interventi, sventolano le bandiere palestinesi. A sorpresa poi Pelù annuncia che ci sarà un “bis” dell’evento, a giugno 2026. Ma, entusiasmo a parte, molti nel pubblico si guardano consapevoli che forse per quella data la Palestina non esisterà più. Ovazioni per gli interventi e le testimonianze e anche, ovviamente, per gli artisti: dopo l’apertura con Roy Paci con gli Aretuska, e i Patagarri, la serata si è infiammata con le altre band che si sono esibite gratuitamente. Entusiasmo palpabile in particolare per l’esibizione di Tre allegri ragazzi morti, Ginevra Di Marco accompagnata da Francesco Magnelli e Pino Gulli, e per la Bandabardò che ha fatto letteralmente ballare l’Anfiteatro. Grande chiusura con gli Afterhours e, ovviamente, Piero Pelù che, dopo “Io ci sarò” e “Bomba boomerang” accompagnato da I Bandidos, ha chiuso l’evento insieme a Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo per “Il vento” e “Eroi nel vento.”   20/09/2025