musica underground italiana

“Senza fermata” di Chimenti: prima tappa al Festival Underground

di Maria Elena Lippi Sabato 31 gennaio il Capannori Underground Festival ha registrato l’ultimo successo della stagione. Un’edizione cominciata con la prima presentazione assoluta del nuovo album dei Not Moving, proseguita con il fumettista Bigo e gli attori Elisa D’Agostino e Marco Brinzi e, a gennaio con Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti e conclusa appunto con Chimenti. Il tutto con la partecipazione di altri grandi nomi come Antonio Aiazzi dei Litfiba, Michele Rossi del Gabinetto Vieusseux, Marco Bachi della Bandabardò e lo scrittore horror Paolo D’Orazio. Il polo culturale Artemisia si è gremito di persone per Andrea Chimenti e la prima presentazione in assoluto del suo nuovo libro, la raccolta di racconti Senza fermata (Ronzani editore, 2026). Nel corso degli anni Chimenti ha portato avanti una duplice carriera di successo, in ambito musicale e letterario. Dal 1983 al 1989 è stato il cantante dei Moda, pietra miliare del rock italiano, e, da solista, ha collaborato con artisti del calibro di Mick Ronson, David Sylvian e Piero Pelù. Sul fronte letterario, Chimenti aveva già al suo attivo Yuri (Zona, 2014) e L’organista di Mainz (Lorusso Editore, 2022), a riprova di un talento instancabile che ha travolto anche il pubblico di Capannori in un pomeriggio coinvolgente e ricco di ospiti. La serata di sabato, infatti, si è aperta con uno special guest: a sorpresa era nel pubblico lo scrittore Paolo D’Orazio, il cui nome è sinonimo della rivista Splatter, già ospite in precedenti edizioni del Festival. Dopo i saluti del Comune di Capannori, portati da Claudia Berti, Assessora alla Cultura, il direttore artistico del Festival, Gianmarco Caselli, ha invitato D’Orazio a prendere la parola. D’Orazio ha così introdotto Enrica Giannasi, grafica ufficiale del Festival e dei CRP Collettivo Rivoluzionario Protosonico, che ha illustrato le locandine del Capannori Underground. Dopo questo tuffo nelle arti visive, è entrato in scena Chimenti che, senza indugio, ha intrapreso la lettura recitata di uno dei racconti di Senza fermata. Si è trattato di un dialogo fra due personaggi, di cui uno interpretato da Chimenti e l’altro diffuso tramite una registrazione audio, in uno scambio tra voce “presente” e voce “in differita” che ha creato un’atmosfera teatrale e suggestiva. È giunto poi il momento dell’intervista, durante la quale sono intervenuti Antonio Aiazzi, lo storico tastierista dei Litfiba, e Michele Rossi, direttore del Gabinetto scientifico letterario Vieusseux di Firenze. L’intervista è stata quindi in felice equilibrio tra musica (grazie ad Aiazzi) e letteratura (grazie a Rossi), ricalcando appieno la doppia anima artistica di Chimenti. Inoltre, Caselli, che ha moderato l’intervista, ha posto a Chimenti domande su curiosità di carattere generale. C’è stata anche un’altra sorpresa: a un certo punto è intervenuto Marco Bachi, già ospite del Festival, che ha voluto ricordare il ruolo importante giocato da Chimenti nella formazione della Bandabardò. Infine, al termine dell’intervista e dopo la lettura di un altro estratto del libro da parte di Chimenti, c’è stato il momento cruciale dell’evento. All’artista è stato conferito il Premio Capannori Underground Festival per la diffusione della cultura underground. Per l’occasione è tornata sul palco Enrica Giannasi, che ha omaggiato Chimenti, Rossi, Aiazzi e Bachi con una delle linoleografie da lei realizzate per l’uscita di Al Diavolo, il nuovo album dei CRP  Collettivo Rivoluzionario Protosonico. Per il finale, con la sigla del Festival, ai  CRP che l’hanno composta si sono uniti al pianoforte lo stesso Chimenti e Aiazzi, con Bachi al basso, Paolo D’Orazio alle percussioni ed Erika Citti con un tamburello. In questo momento di profonda condivisione musicale, Aiazzi e Chimenti si sono esibiti suonando insieme sullo stesso pianoforte. Si è trattato davvero di un gran finale per un’edizione straordinaria e partecipatissima. Il coinvolgimento di tanti artisti di alto profilo, che, come visto, spesso tornano come special guest, rende il Capannori Underground Festival un inestimabile punto di riferimento e di incontro per gli artisti che vivono e promuovono la cultura underground e per il pubblico intenzionato a conoscerla e celebrarla. Fa molto piacere notare come, ad ogni incontro, siano stati presenti anche molti giovani, a riprova di come il Festival abbia saputo costruire un linguaggio condiviso e intergenerazionale. Il Capannori Underground Festival è organizzato da V.A.G.A. (Visioni Atipiche Giovani Artisti) con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e del Comune di Capannori in collaborazione con ARCI Lucca e Versilia, Effeottica Lucca e la mediapartenrship di La Settima Base, Riserva Indie e Radio Sankara Alla prossima!

I Not Moving ricevono il Premio Capannori Underground Festival 2025 per la diffusione della cultura underground

I Not Moving accendono il Capannori Underground Festival ’25

– di Amy Pandolfi   AL CAPANNORI UNDERGROUND FESTIVAL 2025 LA PRIMA PRESENTAZIONE ASSOLUTA DI THAT’S ALL FOLKS DEI NOT MOVING   La prima serata del Capannori Underground Festival non poteva sperare in un inizio più esplosivo. Domenica 9 novembre il palco ha vibrato sotto i colpi di un’icona del panorama underground italiano: i Not Moving, tornati a incendiare la platea con la prima presentazione assoluta del loro attesissimo e purtroppo, ultimo disco, That’s all folks! E per l’occasione i Not Moving hanno ricevuto il Premio Capannori Underground Festival per la diffusione della cultura underground.      La serata è stata aperta da CRP Collettivo Rivoluzionario Protosonico, costola musicale del Festival, con l’esecuzione della sigla che ha composto appositamente per questa edizione. Subito dopo il saluto da parte dell’amministrazione del Comune di Capannori con il consigliere Francesco Cerasomma, il direttore artistico del Festival Gianmarco Caselli ha intervistato la band mentre, nella seconda parte della serata, i Not Moving hanno eseguito alcuni brani storici del loro repertorio e, soprattutto, brani del loro ultimo album “That’s all folks!”     Il successo è stato assolutamente travolgente. Il locale è stato inondato da un bagno di folla che ha confermato la vitalità e la fame di musica autentica. Non solo giovani curiosi, ma anche, e soprattutto, i fan della prima ora. Tantissimi volti emozionati tra il pubblico seguivano la band fin dagli anni ottanta, un fiume di nostalgici e appassionati che ha reso l’atmosfera elettrica e commovente. La band ha saputo unire le generazioni, trasformando la presentazione del loro congedo discografico in una vera e propria festa del rock.   L’energia sul palco era palpabile, ma la vera chiave è il messaggio della band. I Not Moving si sono sempre mossi su un binario di libertà espressiva, preferendo l’istinto e la pura emozione alle rigide etichette di genere.     La band ha sottolineato con forza come il loro lavoro nasca da un profondo bisogno interiore, definendolo una vera e propria “scarica emozionale”, un linguaggio che va oltre la semplice nota e che parla direttamente al cuore. La band, pur essendo alla presentazione della loro ultima fatica, ha dimostrato una potenza e una coesione da veterani, celebrando una carriera che è stata un inno all’autenticità e all’anti-convenzionale.   La frontwoman ha espresso la profonda gratitudine per il pubblico, l’elemento che ha permesso al loro progetto di crescere e di non sentirsi mai “solo in un sogno”. Ha ribadito l’importanza di questo album come chiusura di un cerchio, ma anche come un tributo a quella creatività pura che ha mosso ogni loro passo. Si percepiva chiaramente il mix di gioia, malinconia e adrenalina di chi sta celebrando un’intera carriera.       Il Capannori Underground Festival, sin dalla sua nascita, si impegna a dare spazio a quelle realtà “libere dai vincoli” dell’industria. La scelta di aprire l’edizione con i Not Moving, un esempio di coerenza artistica decennale, è stata vincente e ha fissato subito uno standard elevatissimo per gli eventi a seguire.   Il Capannori Underground Festival è organizzato da V.A.G.A. (Visioni Atipiche Giovani Artisti) con il contributo  della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e del Comune di Capannori in collaborazione con Artemisia, ARCI  Lucca e Versilia, Effeottica Lucca e la mediapartenrship di La Settima Base, Riserva Indie e Radio Sankara.