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Il tempo senza tempo nei racconti di Andrea Chimenti

Senza fermata, il nuovo libro di racconti del musicista Andrea Chimenti edito da Ronzani editore, è un piccolo gioiello. Sono dieci i racconti della nuova opera letteraria dell’ex cantante dei Moda che si distanziano molto, come stile, dalla precedente raccolta di racconti, L’organista di Mainz (Lorusso editore). Mentre i racconti di quest’ultimo erano contraddistinti da uno stile realistico, con i racconti di Senza fermata Chimenti si colloca nella corrente del realismo magico di Dino Buzzati e Italo Calvino.     La raccolta è stata presentata in prima assoluta il 31 gennaio scorso a Capannori Underground Festival con Chimenti intervistato dal sottoscritto in qualità di direttore artistico del Festival, insieme ad Antonio Aiazzi, storico tastierista dei Litfiba, e da Michele Rossi, direttore del gabinetto scientifico letterario del Gabinetto Vieusseux di Firenze. Durante la serata Chimenti ha ricevuto anche il Premio Capannori Underground Festival per la diffusione della cultura underground.     Tema conduttore di Senza fermata è il tempo, il tempo che scorre e, appunto come suggerisce il titolo, non si ferma mai. I racconti sono quasi tutti concatenati e vanno dal 10.000 a.C. al 2024 d.C. È una frase di Leonardo Da Vinci ad avere dato all’autore lo spunto per questa opera: “L’acqua che tocchi dei fiumi è l’ultima di quella che andò e la prima di quella che viene, così il tempo presente.” Chimenti ci immerge in situazioni quotidiane, a volte banali e, senza che ce ne accorgiamo, ci trasporta in situazioni surreali, oniriche. Quello che stupisce e che fa piacere, è che tutto avviene per lo più in modo leggero, quasi naturale. I personaggi si trovano a evadere dal tempo, dalla situazione presente, per fondersi con un tutto cosmico, con il ritmo vitale dell’universo dal colore blu Klein protagonista della copertina. L’attenzione dell’autore, e del lettore, si sofferma su piccoli eventi, situazioni, gesti, che il tempo frenetico della società attuale non ci fa più vedere. Chimenti ci accompagna delicatamente, attraverso questi varchi –  in una realtà diversa da quella reale, in un tempo senza tempo che ci riconnette con il nostro io interiore e talvolta ci riporta all’innocenza dell’infanzia, ai sentimenti non corrosi e non corrotti dal tempo che stiamo vivendo. È una lettura che ci fa stare bene e di cui avevamo bisogno.   25/02/2026      

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C’era una volta: storie passate per Natali presenti

Vi mancano gli ultimi acquisti di Natale per i piccoli, ma siete stufi dei soliti giocattoli e dei soliti marchi? Potreste progettare castelli in miniatura con abitanti meccanici, proprio come fa il signor Drosselmeier, abile orologiaio e padrino della piccola Marie nella fiaba Schiaccianoci e il re dei topi di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann. Il fai da te non vi appassiona? L’alternativa è regalare direttamente il libro di Hoffmann, in una delle tante edizioni disponibili, da quelle più colorate (come Rizzoli, 2022, con le illustrazioni di Iacopo Bruno) a quelle adatte anche ai più grandi, magari con il testo tedesco a fronte (La Vita Felice, 2025). Pubblicato nel 1816, Schiaccianoci ha ispirato tante opere successive, tra cui spiccano il racconto di Alexandre Dumas padre (1844) e il balletto di Pëtr Il’ič Čajkovskij (1892), con le coreografie di Marius Petipa e Lev Ivanov. Lo Schiaccianoci. Una fiaba di Natale edito da Donzelli (2018) raccoglie le versioni di Hoffmann e Dumas in un unico volume con le illustrazioni di Aurélia Fronty e con una sezione dedicata alla versione musicata dal grande compositore russo. Forse alcuni bambini conoscono già le avventure di Schiaccianoci in qualche formato cartoonesco o cinematografico. Tuttavia, l’originale di Hoffmann permette di immergersi in un mondo meraviglioso e allo stesso tempo inquietante che avvolge Marie Stahlbaum, la piccola protagonista, la sera della Vigilia di Natale. Buona e gentile, Marie si affeziona subito allo Schiaccianoci donatole dal padre e lo aiuterà nella sua battaglia contro il malvagio Re dei topi, un orribile ratto dalle sette teste che guida schiere di roditori. Gli adulti ridicolizzeranno le avventure raccontate dalla bambina, tutti tranne Drosselmeier, che a sua volta le narrerà la fiaba della principessa Pirlipat, della noce Krakatuk e di un bel giovane capace di schiacciare le noci coi denti e di spezzare la maledizione di cui Pirlipat è vittima.     In Schiaccianoci si intrecciano tutti gli elementi della fiaba: paesi incantati, oggetti all’apparenza inanimati dietro cui si celano splendidi principi, principesse da salvare e prove da superare. Ma non solo: accanto ai sogni infantili di intere città di zucchero, Hoffmann distilla un po’ dell’incubo che permea i suoi Notturni per adulti. Il mondo onirico si interseca con la realtà, rendendosi a tratti visibile anche “ai grandi”, benché questi cerchino di razionalizzarlo. L’enigmatica figura di Drosselmeier funge da punto di contatto tra le due dimensioni. Con il suo ingegno e i suoi modi a tratti burberi, il padrino di Marie rievoca i ben più malevoli inventori e alchimisti delle più perturbanti opere di Hoffmann. La stessa Marie, poi, è dolce, ma anche piena di iniziativa, pronta a sfidare la paura e la derisione per portare avanti una causa che ritiene giusta. Con queste premesse, Schiaccianoci è una lettura perfetta per unire alla magia natalizia un’atmosfera goticheggiante e una profondità psicologica che incantano e incuriosiscono al tempo stesso. Se, però, pensate che una sola fiaba non basti a soddisfare la voglia di lettura dei vostri bimbi, non resta che consigliare altri due classici.     Il primo, le Fiabe di Hans Christian Andersen, è una raccolta indispensabile per genitori pronti ad accompagnare i figli tra pagine in cui il fantastico e il meraviglioso si intrecciano alle malinconie e ai dolori della vita. A tal proposito, la Sirenetta dell’autore danese è senz’altro meno allegra di quella disneyana! Come per Schiaccianoci, troverete edizioni per tutti i gusti, tra volumi illustrati, riduzioni per i più piccoli e collezioni complete (qui si segnala quella integrale e recente della Newton Compton Editori, 2024). Il secondo libro è le Fiabe italiane di Italo Calvino, a cui dobbiamo un mastodontico lavoro di riordino del patrimonio narrativo folklorico nazionale. Calvino attinse ai testi redatti da autori precedenti «sotto dettatura delle nonne» e scelse fiabe dalle varie Regioni, comparandone le varianti e traducendole dai dialetti all’italiano. Grazie a questo lavoro, la tradizione diventa accessibile anche ai bambini, che gradiranno edizioni come quella illustrata da Emanuele Luzzati (Mondadori, 2019). Anche con queste fiabe, ogni tanto, ci si inquieta, ma si sogna anche molto, accanto a uno dei più grandi scrittori del Novecento.  

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